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Basta estate dell’inciviltà in Sardegna, ADICONSUM: “Sanzioni e daspo per i turisti cafoni”

«Non vogliamo contrapporre turisti e residenti – sottolinea Giorgio Vargiu Presidente di ADICONSUM Sardegna – perché il problema non è la provenienza di chi commette l’infrazione, ma il comportamento. Il turista incivile e il residente incivile sono due manifestazioni dello stesso fenomeno. Chiunque utilizzi il territorio della Sardegna ha il diritto di viverlo, ma ha anche il dovere di rispettarlo».

di Claudia Assanti
21 Agosto 2026
in sardegna, zapertura1

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Turisti cafoni a Cagliari: infilano mozziconi nella sabbia, un tedesco e un milanese multati al Poetto

 

Ogni estate la Sardegna deve fare i conti con un fenomeno che appare sempre più diffuso: la maleducazione e l’inciviltà di una parte di turisti e di residenti che non rispettano le regole di civile convivenza, le ordinanze, l’ambiente e i diritti degli altri.

ADICONSUM Sardegna lancia l’allarme e chiede alla Regione e agli enti locali di passare dalla semplice denuncia dei comportamenti incivili a una strategia strutturale di prevenzione, informazione, controllo e repressione.

«Non vogliamo contrapporre turisti e residenti – sottolinea Giorgio Vargiu Presidente di ADICONSUM Sardegna – perché il problema non è la provenienza di chi commette l’infrazione, ma il comportamento. Il turista incivile e il residente incivile sono due manifestazioni dello stesso fenomeno. Chiunque utilizzi il territorio della Sardegna ha il diritto di viverlo, ma ha anche il dovere di rispettarlo».

Il fenomeno riguarda soprattutto spiagge, aree naturalistiche e località sottoposte durante l’estate a una pressione enorme. Tra i comportamenti più frequenti figurano l’abbandono di rifiuti, plastiche varie e mozziconi di sigarette, l’asportazione di sabbia e altri materiali naturali, il danneggiamento delle dune e della vegetazione, fumare sigarette tradizionali o elettroniche dove non è consentito, il campeggio abusivo, l’accensione di fuochi, i parcheggi selvaggi, gli schiamazzi, il disturbo della quiete pubblica e comportamenti pericolosi, etc.

A questi si aggiungono la presenza di animali nelle spiagge dove è vietata, ma anche la pesca dove vietata, la pesca subacquea nelle aree interdette e nelle Aree Marine Protette, nonché la pesca subacquea notturna con fonti luminose dove vietata.

Particolarmente significativo è anche il comportamento sulle spiagge libere: mancato rispetto degli spazi già occupati dagli altri bagnanti, ombrelloni utilizzati come “segnaposto”, tende e strutture similari installate dove sono vietate e occupazione sproporzionata dell’arenile con ombrelloni, asciugamani e teli.

«Siamo di fronte a quella che potremmo definire la prepotenza della maleducazione – afferma il Presidente Vargiu –. Esistono, semplificando, due categorie di persone: quelle che, una volta informate delle regole, le rispettano perché il rispetto degli altri e del territorio fa parte della loro cultura e quelle che, pur conoscendole, scelgono deliberatamente di non rispettarle. Nei confronti di queste ultime non bastano gli appelli al buon senso: servono controlli puntuali e sanzioni realmente efficaci».

ADICONSUM sottolinea inoltre che la violazione delle regole non rappresenta soltanto un’infrazione nei confronti dell’autorità che le ha emanate, ma un vero e proprio sopruso nei confronti dell’intera comunità e dei singoli cittadini che devono sopportare disagi, degrado, rischi e limitazioni alla propria libertà di fruire del territorio.

Per questo l’associazione propone alla Regione Sardegna un Piano regionale per la civile convivenza e la fruizione responsabile del territorio durante la stagione turistica, basato su cinque elementi: informazione, prevenzione, controlli coordinati, sanzioni efficaci e misure rafforzate nei confronti dei comportamenti più gravi e dei recidivi.

ADICONSUM chiede innanzitutto una grande campagna regionale di comunicazione e informazione, finanziata dalla Regione e realizzata con gli enti locali, progettata da professionisti della comunicazione sociale e diffusa negli aeroporti, nei porti, sulle navi, nelle strutture ricettive, sulle spiagge e attraverso i media e i social network.

Ma l’informazione da sola non basta. Occorre un rafforzamento straordinario dei controlli estivi, attraverso il coordinamento di tutte le forze di polizia, comprese le Polizie locali, con il coinvolgimento delle AMP, delle compagnie barracellari e degli operatori del salvamento a mare.

ADICONSUM propone inoltre di istituire un sistema regionale di Guarda spiagge, valorizzando gli operatori del salvamento anche attraverso una specifica formazione e, previa attribuzione delle necessarie competenze, funzioni di prevenzione, vigilanza e segnalazione.

Particolare attenzione viene chiesta per le Aree Marine Protette, che devono diventare veri presidi permanenti di tutela del mare, con personale adeguatamente formato e dotato di mezzi nautici e strumenti tecnologici, nonché delle necessarie qualifiche e competenze per accertare le violazioni e contribuire alla loro effettiva sanzione.

«Non possiamo pensare – prosegue il Presidente – che siano i singoli cittadini a dover difendere il territorio dagli incivili. Sempre più spesso chi richiama al rispetto delle regole rischia insulti, minacce e persino aggressioni fisiche. Il cittadino deve poter segnalare una violazione senza essere costretto a sostituirsi alle istituzioni e senza mettere a rischio la propria incolumità».

Infine, ADICONSUM chiede di intervenire sul sistema sanzionatorio. Le sole multe non sempre sono sufficientemente deterrenti, soprattutto nei confronti dei soggetti economicamente più facoltosi, per i quali una sanzione può essere semplicemente considerata un costo da sostenere per continuare a comportarsi come si vuole.

Da qui la proposta di aprire un confronto sull’introduzione di un “DASPO turistico”, da applicare esclusivamente nei casi più gravi e nei confronti dei recidivi, con un possibile divieto temporaneo di accesso alla Sardegna nei mesi estivi per i non residenti e, per i residenti, un divieto temporaneo di accesso al territorio comunale nel quale è stata commessa la violazione, naturalmente nel rispetto della Costituzione e della normativa nazionale ed europea.

«La Sardegna deve rimanere una terra accogliente – conclude il Presidente di ADICONSUM Sardegna – ma accoglienza non significa permissività. Il turismo è una risorsa e deve essere difeso proprio attraverso regole chiare, controlli efficaci e rispetto reciproco».

Su questo argomento abbiamo predisposto un documento (allegato),per analizzare il fenomeno e proporre le strategie da realizzare a partire dalla prossima stagione estiva, tenendo a mente tre principi:Più turismo, più servizi; Più presenze, più controlli;Più diritti, più doveri.

 

 

Tags: Sardegna
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