Ha confessato Valter Lavitola, accusato di essere il mandante dell’attentato dello scorso ottobre al conduttore di Report Sigfrido Ranucci. Durante l’interrogatorio di garanzia durato 5 ore, l’ex giornalista e imprenditore “ha confermato l’ipotesi accusatoria, ammettendo di essere stato il mandante dell’attentato”, le parole dell’avvocato di Lavitola, Sergio Cola. Come confermato dal legale, l’obiettivo di Lavitola sarebbe stato quello di “tutelare l’incolumità di Ranucci che era oggetto di parecchi pericolosi tentativi di aggredirlo e di fargli innalzare il livello di scorta”.
A fine giugno erano già stati fermati 3 uomini e una donna considerati invece esecutori materiali dell’attentato e accusati a vario titolo di detenzione, porto in luogo pubblico e uso di ordigno esplosivo, minaccia e danneggiamento, aggravati dall’aver agito in più di cinque persone e con modalità di tipo mafioso.
Lavitola aveva già subito una perquisizione lo scorso 4 luglio ed era iscritto nel registro degli indagati nell’ambito delle indagini seguite dal procuratore Francesco Lo Voi.
“L’arresto di Valter Lavitola conferma la gravità e la complessità dell’attentato subito da Sigfrido Ranucci, di cui sarà fondamentale comprendere movente e contesto di maturazione”, il commento del legale di Ranucci, Roberto De Vita. “Mentre per l’Autorità Giudiziaria è evidente come Ranucci sia la vittima, per alcuni giornalisti ed esponenti politici lo stesso attentato viene trasformato nel pretesto per regolare i conti con Report e con i suoi giornalisti in una strategia parossistica volta a delegittimare il giornalismo di inchiesta”













