Un mese intero per riscoprire il piacere di guardarsi negli occhi, parlare e lasciar riposare la tecnologia, almeno durante i pasti. Parte in quindici ristoranti della Sardegna l’innovativo progetto sperimentale “A tavola senza schermi”, un’iniziativa nata dalla collaborazione tra la Garante regionale per l’infanzia e l’adolescenza, Anna Cau, e la Fipe Confcommercio Sardegna, pensata per contrastare l’abuso dei dispositivi digitali e favorire la convivialità in famiglia.
La sperimentazione propone alle famiglie un vero e proprio “patto di disconnessione” volontario al momento dell’arrivo al locale. Invece di posizionare i telefoni sul tavolo, gli smartphone di adulti e ragazzi vengono riposti in borsa o in un apposito cestino dedicato. Per riempire il tempo dell’attesa delle pietanze, al posto degli schermi le famiglie ricevono il “Kit del Ritrovo”, che contiene giochi da tavolo manuali diversificati in base alla fascia d’età dei figli, matite e attività creative per stimolare l’interazione diretta, oltre a un pieghevole informativo con i consigli dei pediatri.
Inizialmente pensato per coinvolgere solo otto strutture, il progetto ha registrato un forte interesse da parte dei ristoratori, allargandosi a quindici locali distribuiti in tutta l’isola, toccando grandi centri e piccoli comuni come Cagliari, Quartu Sant’Elena, Capoterra, Nuoro, Bari Sardo, Ussassai, Oristano, Alghero, Olbia e Santa Teresa Gallura. L’iniziativa punta molto sull’esempio dei genitori: chiedere ai più giovani di staccarsi dagli schermi ha valore solo se gli adulti sono i primi a dare il buon esempio, limitando l’uso del telefono ai soli casi di effettiva urgenza, da gestire comunque allontanandosi dal tavolo.
L’allarme lanciato dai pediatri sardi, guidati dal presidente della Fimp Sardegna Osama Al Jamal, è supportato da dati chiari. In Italia il 95% degli adolescenti usa regolarmente lo smartphone e più della metà lo tiene acceso 24 ore su 24, con un quarto dei ragazzi che mostra già segnali di un uso problematico legato a insonnia e isolamento. Dall’altro lato, ben l’87% dei genitori ammette di aver bisogno di supporto e informazioni per gestire il complesso rapporto dei figli con la tecnologia quotidiana. La sperimentazione nei ristoranti sardi vuole essere un primo, pratico passo per invertire la rotta partendo dalle piccole abitudini quotidiane.












