A Quartu ritorna l’emergenza lingua blu: casi scoperti in due allevamenti, scattano i sequestri

Animali colpiti dalla “blue tongue”, l’Ats avvisa subito il Comune e il sindaco Milia firma due ordinanze: “Bisogna limitare la diffusione della malattia e smaltire gli eventuali animali morti. Stop a tutte le movimentazioni”

A Quartu Sant’Elena ritorna l’emergenza della lingua blu. A scoprire i sintomi su alcuni animali in due allevamenti, uno in località “Sa Pispisa” e l’altro a “Costa e Bentu” sono stati i veterinari dell’Assl di Cagliari. E, una volta ottenuti tutti i riscontri ufficiali, hanno subito avvisato il Comune. Era da un po’ di tempo che in città non si registravano casi di “blue tongue”. E il sindaco Graziano Milia ha firmato due distinte ordinanze con le quali detta tutte le regole e le limitazioni da seguire per evitare un possibile dilagare dei contagi tra gli animali e, contemporaneamente, scongiurare rischi per la salute pubblica. Le due aziende dove sono stati registrati casi di lingua blu devono “collaborare con l’Assl per la stesura dell’indagine epidemiologica” e sarà lo stesso servizio veterinario “a sospendere o revocare la qualifica sanitaria di allevamento indenne o ufficialmente indenne per “blue tongue””.
Di sicuro, parte il “sequestro dell’allevamento, ovvero il blocco della movimentazione in entrata o in uscita dall’azienda degli animali appartenenti alle specie ricettive alla “blue tongue”, fatta salva la possibilità di movimentare animali previa specifica autorizzazione da parte del servizio sanità animale dell’Assl di Cagliari. Il Sequestro cautelativo fiduciario viene affidato ai proprietari” dei due allevamenti. E sarà sempre compito dei pastori comunicare in modo tempestivo gli eventuali animali morti o con sintomi o sospetti, che andranno subito messi in isolamento. E non cambiano nemmeno le regole per il sotterramento degli animali morti. Tra i vari aspetti da seguire, pena multe, “la fossa deve essere sufficientemente profonda in maniera tale da garantire che le carcasse animali possano essere ricoperte con uno strato di terra dello spessore di circa 2 metri (se il terreno è argilloso la terra deve essere mescolata con sabbia per favorire l’areazione); la superficie del fondo della fossa deve essere di almeno 0,5 – 0,7 metri quadri per quintale di animali da sotterrare e le carcasse degli animali devono essere possibilmente disposte in mono strato È consigliabile forare il rumine o aggiungere, nel fondo della fossa e sopra le carcasse, uno strato di paglia o letame tra i venti e i quaranta centimetri. Il fondo della fossa e le pareti andranno cosparsi con calce viva e le carcasse anche con altri disinfettanti”.


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