A 20 anni lascia la Sardegna per lavoro: «Vorrei tornare, ma qui troverei solo 800 euro al mese»
È partita con una valigia da dieci chili e si è trasferita in Scozia. Oggi la nostalgia per la Sardegna e per la famiglia è fortissima: «Potessi tornerei subito, ma qui non c’è futuro»
È partita dalla Sardegna a soli 20 anni, con la tenacia di chi vuole costruirsi un futuro. Oggi vive in Scozia, ma il pensiero torna continuamente alla sua terra, alla madre di 75 anni, alle sorelle, ai nipotini e a quel mare che non ha mai smesso di sentire casa.
La sua storia è affidata a una lettera pubblicata su un quotidiano nazionale ma racconta il dramma di tanti giovani sardi che lasciano l’Isola non perché vogliano dimenticarla, ma perché non vi trovano le opportunità per costruire la propria vita.
«Mi manca ogni giorno», scrive. Le mancano il sole, il profumo di casa, il mare e soprattutto gli affetti. «Quando guardo mia mamma penso che ogni anno in più per lei è un anno in meno da passare insieme».
Tornare, però, non è così semplice. Il costo dei viaggi e la distanza rendono difficili anche le visite alla famiglia. E ogni volta che riparte dalla Sardegna porta con sé la stessa angoscia: «Chissà quando li rivedrò, chissà se la mia mamma starà bene».
Tre anni fa ha perso il fratello. Era in Scozia e riuscì appena in tempo a prendere un aereo per tornare a salutarlo. Un dolore che ha reso ancora più pesante il prezzo della distanza.
Eppure, nonostante la nostalgia, tornare definitivamente resta una chimera a causa della difficoltà di trovare un lavoro: «Potessi tornerei subito», racconta. Ma in Sardegna, spiega, la prospettiva sarebbe quella di un lavoro stagionale da circa 800 euro al mese.
«Sarebbe come tornare indietro nel tempo e sprecare tutta la fatica che ho fatto», scrive.
È una condizione nella quale si identificano tanti sardi emigrati: il cuore resta nell’Isola, ma il futuro è altrove.












