Zedda contro Truzzu, la guerra dei sindaci infiamma Cagliari: «Uno peggio dell’altro»
La città si divide tra chi difende Zedda, chi sta con Truzzu e chi non salva nessuno dei due: sotto gli articoli sul botta e risposta tra i due ex sindaci c’è chi attacca, chi difende e chi invoca direttamente il silenzio di entrambibastato un nuovo botta e risposta tra Massimo Zedda e Paolo Truzzu per riaccendere la guerra nei commenti. Da una parte l’attuale sindaco, che ha raccontato alla Leopolda di aver lasciato Cagliari nel 2019 “un gioiellino” e di aver ritrovato, dopo l’amministrazione Truzzu, una città e un Comune in condizioni ben diverse. Dall’altra l’ex sindaco, che ha risposto accusando Zedda di parlare ancora del passato. E sotto gli articoli di Casteddu Online, i lettori non si sono certo tirati indietro, ma hanno dato le loro opinioni.
C’è chi non vuole proprio scegliere. Giovanni Pintore taglia corto: “Tra Truzzu e Zedda non saprei quale scegliere. Uno peggio dell’altro. Diversi schieramenti politici ma stessa incompetenza e incapacità gestionale”. Ancora più sintetica Luisa Mura: “Unu malu e s’atru peusu” (“uno male e l’altro peggio”). Anche Roberto Lepori prova a tenere insieme le due posizioni: “Ho votato Zedda e speravo in un cambiamento. Truzzu è stato il peggio per Cagliari, ma lui sicuramente non sta amministrando bene”.
Poi ci sono quelli che hanno scelto il loro bersaglio. Massimo Meloni attacca Zedda, ricordando il divieto di accattonaggio nel centro cittadino, e conclude senza troppi giri di parole: “Cagliari una latrina a cielo aperto”. Flavia Viola invece parte proprio dalla definizione di “gioiellino”: “Se i Cagliaritani hanno optato per qualcos’altro, forse Cagliari non era proprio un gioiellino”. E alla fine non risparmia nessuno: “Quell’altro era penoso ma il tuo ego non è da meno”. Sullo stesso fronte si schiera anche Cecilia Simbula, che ricorda come i problemi della città non siano iniziati con Truzzu: “Perché prima di Truzzu chi c’era? Forse hai la memoria corta”. Nel suo commento torna anche il tema della sporcizia e dei rifiuti, con un attacco alla gestione della città e alla Tari.
Dall’altra parte arrivano i commenti di chi punta il dito contro Truzzu. Davide Piras scrive: “Truzzu riesce nell’impresa impossibile di far apparire Zedda come un amministratore capace. Che taccia, per carità!”. Francesco Franco Cappai è altrettanto netto: “Truzzu non sei credibile, abbiamo visto Cagliari durante la tua amministrazione, quindi faresti bene a tacere”. Silvio Trudu, invece, contesta proprio il fatto che l’ex sindaco torni a parlare della situazione di Cagliari: “Quest’uomo ripete ciclicamente sempre le stesse cose. Sembra che venga dalla luna, invece ha amministrato Cagliari prima di Zedda”.
E c’è anche chi ricorda a Truzzu il suo passato da sindaco. Fabrizio Pala commenta: “Si vede che ti sei dimenticato, tu come l’hai lasciata Cagliari?? Ci vuole coraggio”. Marisa Dessi guarda invece al passato e tira fuori una lunga lista di problemi, citando tra le altre cose le rotonde di Sant’Avendrace, gli stabilimenti chiusi in viale Monastir e la situazione dei rifiuti.
Non manca naturalmente chi ribalta completamente la prospettiva. Francesca Tanda attacca Zedda: “Truzzu non ascoltava i cittadini, Zedda ogni volta che è stato sindaco ha reso Cagliari invivibile”. E tra gli interventi più duri c’è quello di Tomaso Ruffi, che non sembra avere intenzione di salvare nessuno dei due: “Tra tutti e due non saprei chi affogare!”, scrive, aggiungendo di non vedere “un politico che si assuma le responsabilità” delle proprie scelte.
Insomma, altro che pace: tra Zedda e Truzzu la guerra politica continua, ma nei commenti la battaglia è diventata anche quella dei cagliaritani. Chi difende uno, chi difende l’altro e chi, davanti al duello tra i due, preferisce non schierarsi proprio con nessuno.
La città si divide tra chi difende Zedda, chi sta con Truzzu e chi non salva nessuno dei due: sotto gli articoli sul botta e risposta tra i due ex sindaci c’è chi attacca, chi difende e chi invoca direttamente il silenzio di entrambibastato un nuovo botta e risposta tra Massimo Zedda e Paolo Truzzu per riaccendere la guerra nei commenti. Da una parte l’attuale sindaco, che ha raccontato alla Leopolda di aver lasciato Cagliari nel 2019 “un gioiellino” e di aver ritrovato, dopo l’amministrazione Truzzu, una città e un Comune in condizioni ben diverse. Dall’altra l’ex sindaco, che ha risposto accusando Zedda di parlare ancora del passato. E sotto gli articoli di Casteddu Online, i lettori non si sono certo tirati indietro, ma hanno dato le loro opinioni.
C’è chi non vuole proprio scegliere. Giovanni Pintore taglia corto: “Tra Truzzu e Zedda non saprei quale scegliere. Uno peggio dell’altro. Diversi schieramenti politici ma stessa incompetenza e incapacità gestionale”. Ancora più sintetica Luisa Mura: “Unu malu e s’atru peusu” (“uno male e l’altro peggio”). Anche Roberto Lepori prova a tenere insieme le due posizioni: “Ho votato Zedda e speravo in un cambiamento. Truzzu è stato il peggio per Cagliari, ma lui sicuramente non sta amministrando bene”.
Poi ci sono quelli che hanno scelto il loro bersaglio. Massimo Meloni attacca Zedda, ricordando il divieto di accattonaggio nel centro cittadino, e conclude senza troppi giri di parole: “Cagliari una latrina a cielo aperto”. Flavia Viola invece parte proprio dalla definizione di “gioiellino”: “Se i Cagliaritani hanno optato per qualcos’altro, forse Cagliari non era proprio un gioiellino”. E alla fine non risparmia nessuno: “Quell’altro era penoso ma il tuo ego non è da meno”. Sullo stesso fronte si schiera anche Cecilia Simbula, che ricorda come i problemi della città non siano iniziati con Truzzu: “Perché prima di Truzzu chi c’era? Forse hai la memoria corta”. Nel suo commento torna anche il tema della sporcizia e dei rifiuti, con un attacco alla gestione della città e alla Tari.
Dall’altra parte arrivano i commenti di chi punta il dito contro Truzzu. Davide Piras scrive: “Truzzu riesce nell’impresa impossibile di far apparire Zedda come un amministratore capace. Che taccia, per carità!”. Francesco Franco Cappai è altrettanto netto: “Truzzu non sei credibile, abbiamo visto Cagliari durante la tua amministrazione, quindi faresti bene a tacere”. Silvio Trudu, invece, contesta proprio il fatto che l’ex sindaco torni a parlare della situazione di Cagliari: “Quest’uomo ripete ciclicamente sempre le stesse cose. Sembra che venga dalla luna, invece ha amministrato Cagliari prima di Zedda”.
E c’è anche chi ricorda a Truzzu il suo passato da sindaco. Fabrizio Pala commenta: “Si vede che ti sei dimenticato, tu come l’hai lasciata Cagliari?? Ci vuole coraggio”. Marisa Dessi guarda invece al passato e tira fuori una lunga lista di problemi, citando tra le altre cose le rotonde di Sant’Avendrace, gli stabilimenti chiusi in viale Monastir e la situazione dei rifiuti.
Non manca naturalmente chi ribalta completamente la prospettiva. Francesca Tanda attacca Zedda: “Truzzu non ascoltava i cittadini, Zedda ogni volta che è stato sindaco ha reso Cagliari invivibile”. E tra gli interventi più duri c’è quello di Tomaso Ruffi, che non sembra avere intenzione di salvare nessuno dei due: “Tra tutti e due non saprei chi affogare!”, scrive, aggiungendo di non vedere “un politico che si assuma le responsabilità” delle proprie scelte.
Insomma, altro che pace: tra Zedda e Truzzu la guerra politica continua, ma nei commenti la battaglia è diventata anche quella dei cagliaritani. Chi difende uno, chi difende l’altro e chi, davanti al duello tra i due, preferisce non schierarsi proprio con nessuno.









