Una giornata trascorsa in mezzo alla natura proprio come piace fare al pololo delle case a quattro ruote che, al mare o in montagna, parcheggiano il proprio mezzo e vivono con poche comodità ma con tante soddisfazioni. Quanto accaduto a Villascema pochi giorni fa, un camper è stato bersaglio di colpi sparati da un’arma da fuoco, ha destato sgomemto e preoccupazione: i due turisti all’interno del mezzo non hanno riportato ferite ma la paura è stata tanta. In nome della solidarietà è nata l’idea di una manifestazione pacifica proprio nel luogo dove dormiva la coppia e ieri si sono riuniti e hanno parlato, discusso del problema e scambiato idee. Promotore dell’iniziativa è stato Enrico S. che, attraverso i social, ha spiegato: “Sarebbe stata gradita una partecipazione più numerosa, ma chi ha deciso di dedicare il proprio tempo a questa iniziativa ha contribuito a rendere la giornata importante e significativa.
È stato un bellissimo momento di solidarietà, confronto e umanità.
So che alcune persone potrebbero aver scelto di non partecipare per paura.
Le capisco.
Anche io ho paura.
Paura di espormi, paura di essere preso di mira.
Ma ci sono momenti in cui esporsi diventa necessario, perché il silenzio e l’indifferenza non possono essere la risposta davanti a episodi così gravi.
Abbiamo incontrato persone meravigliose, persone che sanno ancora cosa significa essere umani, ascoltare, comprendere e non voltarsi dall’altra parte.
Abbiamo parlato delle discriminazioni e delle campagne di odio che sempre più spesso colpiscono camperisti, campeggiatori e turisti stranieri.
Abbiamo riflettuto sull’importanza di sensibilizzare, di contrastare pregiudizi e stereotipi e di promuovere una cultura del rispetto.
Ma non abbiamo parlato solo di problemi. Abbiamo condiviso sorrisi, racconti di viaggio, esperienze di vita, momenti di leggerezza e speranza. Perché costruire comunità significa anche questo.
Abbiamo voluto essere presenti proprio nel luogo in cui è avvenuto il tentato omicidio dei due camperisti”.
Un messaggio forte e chiaro insomma per ribadire che i camperisti amano e tutelano la natura e chi non lo fa è solo una piccola percentuale. L’uomo ha concluso specificando che “i responsabili di questo gravissimo episodio non rappresentano Villacidro, non rappresentano i villacidresi e non rappresentano il popolo sardo.
Noi sardi siamo profondamente indignati per quanto accaduto.
La Sardegna è una terra di ospitalità, accoglienza e rispetto. E continueremo a difendere questi valori contro ogni forma di odio e violenza.
Grazie a chi c’era.
Grazie a chi continuerà a non restare indifferente”.













