“Togliete Massimo Zedda da quel titolo, svilisce e offende la Cgil”

La strana polemica di una giovane sindacalista cagliaritana: la Cgil manda un comunicato di complimenti al Comune per il piano contro gli stereotipi di genere, lei pretende che il sindaco non sia nominato. Guerra a Massimo Zedda anche quando i suoi progetti sono ritenuti validi? 


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“Ciao, ti scrivo perché leggo ora con molta amarezza il titolo di un tuo articolo che svilisce e offende la Cgil. Io come centro donna non ho mai dichiarato che Zedda è perfetto sulle politiche di genere e non era quello il senso del mio comunicato stampa ma era spiegare il senso del progetto sull’educazione di genere. Ti chiedo se hai la possibilità di rettificare il titolo perchè leggere ZEDDA perfetto non è molto corretto..”. Parla una giovane sindacalista cagliaritana, in un messaggio alla nostra redazione su Facebook (che è nella nostra posta) e che si presenta così: “In CGIL io sono la responsabile di un servizio che si chiama centro donna”, e che evidentemente non vuole dare grandi meriti al sindaco Massimo Zedda sui suoi stessi progetti. Si trattava infatti di una nota nella quale la Cgil si dichiarava letteralmente entusiasta del piano anti omofobia del Comune, guai però che a uscirne bene sia il primo cittadino. Siamo in una città dove va in scena un paradosso: il sindaco Massimo Zedda non deve avere troppi complimenti, neppure quando fa “qualcosa di sinistra”, neanche in piena campagna elettorale a pochi giorni da elezioni nelle quali i voti a Cagliari saranno decisivi. La vicenda è quella degli stereotipi di genere, del famoso progetto col quale il Comune andrà a spiegare ai bambini delle scuole di Pirri e Mulinu Becciu le diversità di genere sessuale, e che non è un delitto che esistano i gay e i trans. La polemica che aveva portato nei giorni scorsi il centrodestra ad attaccare aspramente il sindaco. Mentre da sinistra si era alzato un coro di consensi. Tra questi evidentemente anche quelli delle donne della Cgil, che però hanno indirizzato i complimenti alla commissione pari opportunità.

Sorgono alcuni dubbi: come mai la sindacalista (solitamente molto esperta, ma in telecomunicazioni) in piena campagna elettorale, non vuole che il sindaco Zedda abbia i meriti di un progetto largamente condiviso dal sindacato? Dietro ci sono forse altri veleni? Vengono in mente le polemiche tra il sindaco e la Cgil sul teatro Lirico, per questo sarebbe interessante che la Cgil oggi smentisse o confermasse le parole della sindacalista, allergica al nome del sindaco. Insomma, è sempre “colpa di Zedda” a Cagliari, anche quando il sindaco fa dei buoni progetti? La condanna a sinistra di questo sindaco è stata già firmata a prescindere dal suo operato? E perchè il centro donna della Cgil non vuole che venga applaudito Zedda se il Comune fa dei buoni passi contro i luoghi comuni sull’omosessualità? E cosa ne pensa il sindaco del fatto che ad attaccarlo è proprio il sindacato cagliaritano di sinistra? E perchè secondo la giovane sindacalista che girava con la maglietta rossa “Ora tocca a noi” la Cgil sarebbe addirittura “svilita e offesa” dai complimenti al sindaco? Zedda perfetto, non è molto corretto, non c’è diletto? Cosa si nasconde dietro questa guerra? “Io non ho nominato ZEDDA e non era questo il mio obiettivo con quel comunicato”.  Di elogio all’operato del Comune. Una sinistra litigiosa, in un far west da call center.  


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