Ieri, giornata costellata da disagi e per i prossimi mesi la situazione rimarrà invariata. C’è chi ha impiegato 1 ora e 15 minuti per percorrere 9 chilometri, chi 35 minuti per andare da Baia Azzurra alla chiesa di Flumini: il delirio insomma. I semafori per regolare il traffico impongono il senso unico alternato in una strada che è già critica quando il traffico è sostenuto. Ma il nodo di Terra Mala non è l’unico problema, infatti è stato convocato con urgenza un tavolo dalla Città Metropolitana di Cagliari: “Siamo pienamente consapevoli dei disagi che i cittadini stanno affrontando a causa dei cantieri”. Tra i punti inflessibili verrà chiesto a Terna di “limitare al minimo le interferenze con il traffico e con i sottoservizi locali, programmando deviazioni chiare e sostenibili” ha dichiarato Pusceddu.
La Città Metropolitana di Cagliari, su impulso della vicesindaca metropolitana Barbara Pusceddu e d’intesa con il sindaco metropolitano Massimo Zedda, in continuità con incontri pregressi avvenuti tra Terna e i Comuni interessati e per la pianificazione dei lavori, ha convocato per il giorno 10 settembre, alle ore 10:00 presso gli uffici della Città Metropolitana di Cagliari in viale Ciusa, una riunione di coordinamento dedicata agli interventi connessi alla realizzazione del Tyrrhenian Link.
Al tavolo saranno presenti i rappresentati dei comuni interessati, Terna S.p.A. e l’impresa Roda. Sulla questione è intervenuta anche la sindaca di Maracalagonis Francesca Fadda, che ha espresso: “Di quale tavolo parliamo oggi?
Dopo due anni di solleciti e richiesta di tavoli, quale coordinamento si vuole garantire oggi a lavori già ripartiti?”
Da anni infatti i solleciti di Fadda sono caduti nel vuoto, “hanno fatto ripartire i lavori e adesso convocano un tavolo per il 10 settembre per favorire il coordinamento?
Sono due anni che come Comune di Maracalagonis, insieme a Quartu, sollecitiamo tavoli tecnici, incontri e informazioni ufficiali sull’intervento di adeguamento.
Per due anni abbiamo chiesto di essere coinvolti, ho inviato diffide, richieste e provato a chiamare tanti.
Per due anni nessuna risposta concreta.
Quindi non aspetterò più il tavolo.
Oggi veniamo convocati per un “primo tavolo” e scopriamo che i lavori sono già ripartiti il 1 settembre in autonomia, senza nessun rapporto con i Comuni, senza nessuna comunicazione ufficiale, se non regole imposte dalla Città Metropolitana, senza condivisione di progetto.
Trovo questo modo di procedere irrispettoso nei confronti dei territori e delle Amministrazioni che quei territori li rappresentano e che vengono tenuti ostaggio di cantieri non controllati.
Non accetterò che Maracalagonis venga messa davanti al fatto compiuto.
Pertanto mi muoverò con urgenza a tutela dei Maresi.
Come Comune di Maracalagonis il 10 settembre saremmo presenti se convocati.
Da due anni segnaliamo i disagi causati dai lavori del Tyrrhenian Link sul nostro territorio.
Parteciperemo portando tutte le criticità rilevate, chiedendo che finalmente si parli di ripristino a regola d’arte delle infrastrutture viarie e di sicurezza per i cittadini, non solo di avanzamento lavori.
Maracalagonis non può essere solo territorio di passaggio.
Il nostro territorio viene trattato come un territorio di passaggio. Ci si ricorda di noi solo quando c’è da scavare una strada o posare un tubo. Mai quando c’è da decidere nessuno vuole sedersi anticipatamente.
Maracalagonis rappresenta 8000 cittadini. E con noi ci sono Sinnai, Quartucciu, Quartu, tutta la cintura che tiene in piedi la Città Metropolitana ma che si vede abbandonata ogni giorno: strade distrutte, campagne senza acqua, cittadini tenuti ostaggio da cantieri non programmati”.











