«Siamo favorevoli al riconoscimento dei diritti di tutti e riteniamo sacrosanto che ogni persona possa manifestare per rivendicare i propri diritti. La nostra contrapposizione non è con il Pride né con i manifestanti, ma esclusivamente con l’amministrazione comunale». È questo il messaggio che Paolo Angius, presidente onorario dell’associazione Strada Facendo, chiede venga messo in primo piano nel dibattito sulle limitazioni al traffico previste in occasione del corteo del Pride.
Angius interviene nuovamente sul tema delle vie del centro storico, spiegando che commercianti e residenti non contestano il diritto a manifestare, garantito dalla Costituzione, ma il fatto che, ancora una volta, l’intero quartiere venga reso difficilmente accessibile per molte ore, con pesanti ripercussioni sulle attività economiche e sulla vita quotidiana dei residenti.
«Il centro storico diventa inarrivabile: vengono eliminati i parcheggi, chiuse le principali strade e i clienti non riescono a raggiungere negozi e attività. La domanda è semplice: chi risarcisce gli imprenditori per una giornata di lavoro persa?», si chiede Angius, ricordando come eventi e manifestazioni si susseguano ormai con continuità.
Il presidente onorario di Strada Facendo rilancia quindi una proposta già avanzata in passato: individuare percorsi alternativi, come il Poetto e l’asse pedonale del lungomare, che consentirebbero di garantire la stessa visibilità alle manifestazioni senza bloccare il centro cittadino. «Sarebbe una soluzione che non penalizzerebbe residenti e commercianti e offrirebbe comunque grande partecipazione», sostiene.
Angius porta anche un esempio personale: per accompagnare la suocera novantenne al compleanno della figlia sarà costretto a spostare l’auto fin dalle prime ore del mattino e a parcheggiare lontano dalle strade interessate dai divieti. «Mi chiedo dove finisca la libertà degli altri e dove cominci la mia», afferma, precisando ancora una volta che la sua riflessione riguarda esclusivamente la gestione della viabilità e non certo il Pride.
Infine rinnova l’appello all’amministrazione comunale affinché si trovino soluzioni capaci di conciliare il diritto a manifestare con quello di residenti e commercianti a vivere e lavorare senza continui disagi. «Costruiamo dialogo e ponti, non barriere», conclude con l’auspicio che in futuro si trovino soluzioni condivise che non ledano i diritti di alcuno.












