Gonnesa – Straziante appello di Maria Lidia Pistis madre di Giacomo Solinas: “Continuo a chiedere, con compostezza ma con immutata fermezza, che le promesse fatte vengano mantenute e che ogni strumento burocratico e operativo venga finalmente attivato”. Dopo la recente morte del marito, mamma Lidia rompe il silenzio: “Marco non ce l’ha fatta più: sommerso dall’angoscia, dal vuoto e dall’assenza di risposte dopo la scomparsa di nostro figlio, ha deciso di lasciare questo mondo”. Un dolore troppo grande quello per il figlio scomparso che non gli ha permesso di andare avanti. “Non è la rabbia a farmi parlare oggi, ma la necessità di risposte” spiega Lidia attraverso la Zona di Antonello Lai, oggi portata avanti dal suo inseparabile amico Chicco Lecca.
“Dopo aver perso mio marito Marco, schiacciato dal dolore per la scomparsa di nostro figlio, rompo il silenzio per chiedere ciò che ci era stato promesso.
Ci sono momenti in cui il silenzio non è più una scelta possibile, anche quando il dolore piega le forze e strappa l’anima.
È a nome mio e del ricordo di mio marito Marco che oggi scelgo di parlare. Marco non ce l’ha fatta più: sommerso dall’angoscia, dal vuoto e dall’assenza di risposte dopo la scomparsa di nostro figlio, ha deciso di lasciare questo mondo.
È una ferita infinita che si aggiunge a un’altra ferita, ma il mio dovere verso Giacomo resta immutato.
Voglio essere precisa e moderata, perché la ricerca della verità non ha bisogno di urla, ma di fatti chiari.
Nel luglio del 2025 abbiamo incontrato la Presidentessa della Regione Sardegna, Alessandra Todde. A fronte dell’assenza di indizi certi che provino cosa sia accaduto a nostro figlio, la Presidentessa ci aveva fatto delle promesse concrete.
L’intervento di IGEA: Si era impegnata a coinvolgere l’ente che coordina le miniere della Sardegna per effettuare ricerche mirate, considerando il mio forte timore che Giacomo possa trovarsi in una di esse.
L’interessamento dell’ENAC: Un passaggio arrivato poi solo grazie all’impegno e ai continui solleciti della Marescialla Miceli.
A questo si aggiungono altri tasselli fondamentali che hanno riscontrato ostacoli burocratici inaccettabili. Database Internazionale e Interpol: L’inserimento del DNA di Giacomo nel database internazionale è stato ottenuto solo grazie all’intervento del Presidente della Repubblica.
Tuttavia, Giacomo non è ancora stato inserito nel database dell’Interpol.
La segnalazione a Londra: A novembre 2025 abbiamo ricevuto una segnalazione ritenuta attendibile a Kilburn, proprio nella zona in cui Giacomo ha vissuto anni fa.
La polizia inglese si è attivata immediatamente e ci ha contattati, ma le indagini si sono fermate per un blocco formale: la mancanza del numero di fascicolo necessario per procedere.
Ciò che mi spaventa profondamente, dopo tre anni di ricerche ininterrotte, è il pensiero che Giacomo possa essere a due passi da casa, abbandonato all’ombra di un’inerzia istituzionale.
Lasciare una famiglia nell’incertezza, nel dubbio costante e nella paura non è solo doloroso: è disumano.
Continuo a chiedere, con compostezza ma con immutata fermezza, che le promesse fatte vengano mantenute e che ogni strumento burocratico e operativo venga finalmente attivato.
Per Marco, e soprattutto per Giacomo”.