Settimo San Pietro, blackout continui nelle case ma “a scuola le luci sono sempre accese”. La rabbia dei cittadini: “Ci hanno comunicato che una delle cause è il sovraccarico delle linee e allora perché ci sono edifici illuminati anche quando non serve? Noi abbiamo dovuto buttare via tanto cibo per colpa di questa situazione che va avanti da molti giorni”.
La segnalazione giunge direttamente da una residente che spiega: “In alcune vie la situazione sta diventando insostenibile, dal 16 luglio stiamo vivendo
giorni impossibili, dove abbiamo perso tutto ciò che avevamo in frigo e in freezer, senza tralasciare gli elettrodomestici che con questi continui
sbalzi di corrente stanno subendo danni.
Ad oggi niente sembra migliore, ci sentiamo abbandonati”.
“Non stiamo riposando” prosegue la cittadina “dal tanto caldo e per chi come me che deve affrontare tante ore di lavoro o assistere
persone disabili è molto difficile.
Il corpo ci sta abbandonando e la mente soffre: stiamo arrivando ad una crisi di nervi”.
Oltre al danno, la beffa: “Per di più si parla di sovraccarico energetico, ma c’è chi potrebbe
evitarlo iniziando a spegnere luci in strutture (come la
Scuola) dove potrebbero stare spente”.
La segnalazione giunge direttamente da una residente che spiega: “In alcune vie la situazione sta diventando insostenibile, dal 16 luglio stiamo vivendo
giorni impossibili, dove abbiamo perso tutto ciò che avevamo in frigo e in freezer, senza tralasciare gli elettrodomestici che con questi continui
sbalzi di corrente stanno subendo danni.
Ad oggi niente sembra migliore, ci sentiamo abbandonati”.
“Non stiamo riposando” prosegue la cittadina “dal tanto caldo e per chi come me che deve affrontare tante ore di lavoro o assistere
persone disabili è molto difficile.
Il corpo ci sta abbandonando e la mente soffre: stiamo arrivando ad una crisi di nervi”.
Oltre al danno, la beffa: “Per di più si parla di sovraccarico energetico, ma c’è chi potrebbe
evitarlo iniziando a spegnere luci in strutture (come la
Scuola) dove potrebbero stare spente”.
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