Carburanti, energia, trasporti, alimentari e affitti: è una vera e propria “stangata di settembre” quella che rischia di abbattersi sui bilanci delle famiglie sarde. A lanciare l’allarme è Adiconsum Sardegna, secondo cui il rientro dalle vacanze coincide quest’anno con una concentrazione di rincari che, sommati agli effetti strutturali dell’insularità e dell’emergenza abitativa, rischiano di aggravare il disagio economico delle fasce più vulnerabili.
A pesare maggiormente sono i carburanti. In Sardegna, sottolinea l’associazione, il costo dei rifornimenti incide sui bilanci familiari anche a causa della carenza del trasporto pubblico, che rende l’automobile una necessità per gran parte degli spostamenti. A questo si aggiunge l’impatto dell’insularità: circa l’85% delle merci arriva nell’isola via mare e l’aumento dei costi del trasporto si riflette sui prezzi finali. Una volta sbarcate nei porti, inoltre, le merci vengono distribuite prevalentemente su gomma, con un ulteriore effetto sui costi lungo la filiera.
Secondo Adiconsum, l’aumento dei carburanti rischia così di ripercuotersi anche sui prodotti realizzati e commercializzati nell’isola, compresi quelli a chilometro zero. Un effetto a cascata che si somma al caro energia e all’aumento dei costi sostenuti dalle imprese.
A incidere sul quadro è infatti anche il prezzo del gas, che, secondo l’associazione, ha superato i 75 euro per megawattora. Il rincaro dell’energia si trasferisce sui costi delle attività produttive e dei servizi e, di conseguenza, sui prezzi pagati dai consumatori. Trasporti locali, mense, prestazioni sanitarie e servizi quotidiani possono così risentire dell’aumento contemporaneo di carburanti, gas ed elettricità.
Ad aggravare la situazione contribuiscono poi gli effetti della stagione turistica sul livello dei prezzi. Durante i mesi estivi, osserva Adiconsum, la forte domanda alimenta i rincari in diversi comparti, dalla ristorazione agli affitti. E, una volta terminata la stagione, i prezzi spesso non tornano ai livelli precedenti. L’associazione cita, come esempio, il costo di un semplice piatto di pasta che può arrivare a superare i 20 euro anche nei chioschi sul litorale.
Il fenomeno, secondo Adiconsum, interessa anche il mercato immobiliare. La diffusione degli affitti brevi destinati ai turisti avrebbe ridotto l’offerta di abitazioni disponibili per i residenti, rendendo più difficile trovare case in affitto a lungo termine o acquistare un immobile nei centri urbani. I canoni elevati e i prezzi di vendita, denuncia l’associazione, stanno spingendo numerose famiglie verso le periferie e i comuni dell’hinterland.
Una dinamica che rischia di modificare anche la struttura sociale ed economica delle città sarde, con una progressiva perdita di residenti nei centri storici e servizi, attività commerciali e trasporti sempre più orientati alle esigenze della popolazione turistica.
Per Adiconsum non è più sufficiente limitarsi al monitoraggio dei listini. Servono interventi strutturali per tutelare il potere d’acquisto delle famiglie, contenere i prezzi e compensare gli svantaggi legati alla condizione di insularità. Il rischio, avverte l’associazione, è che l’aumento dei costi finisca per comprimere ulteriormente i consumi e aggravare le condizioni delle fasce più deboli.
Tra le proposte indicate figura l’introduzione di un tetto massimo per i prezzi di carburanti, gas ed energia, accompagnata da una tassazione degli extraprofitti delle grandi compagnie. Adiconsum richiama inoltre gli strumenti già previsti dall’ordinamento contro le condotte speculative sui beni di largo consumo e sui prodotti di prima necessità e chiede maggiori poteri investigativi e sanzionatori per le autorità di controllo, dall’Antitrust al Garante per la sorveglianza dei prezzi fino alla Guardia di finanza.
Sul fronte dei consumatori, l’associazione invita invece a prestare maggiore attenzione ai prezzi e a scegliere gli operatori più convenienti. Per i rifornimenti, in particolare, il consiglio è quello di confrontare i prezzi attraverso l’applicazione ufficiale OsservaPrezzi Carburanti del ministero delle Imprese e del Made in Italy. Una scelta che, secondo Adiconsum, può contribuire non solo a ridurre nell’immediato la spesa delle famiglie, ma anche a esercitare una pressione concorrenziale sul mercato.













