Selargius, tra lacrime e applausi l’ultimo saluto a Riccardo Piras, 24 anni, il ragazzo buono e amico di tutti. Per lui, anche uno schermo per permettere a tutti i presenti di dirgli addio.
Non era abbastanza capiente San Salvatore per contenere gli abbracci di chi ha partecipato al funerale del giovane morto dopo 6 giorni di agonia a causa di un incidente stradale in viale Colombo. L’8 marzo si è spento, per sempre, ma il suo ricordo no: nessuno lo dimenticherà.
Aveva la data fissata per la laurea, tanti progetti, ma il destino è stato crudele con lui.
L’ultimo gesto d’amore è stato quello della donazione degli organi, che ha permesso ad altre persone di sperare in una vita migliore. Un suo collega ha raccontato: “Mi ricordo quando, durante un turno in notturna, parlando di auto e moto (una passione che ci accomunava), io presi il discorso, un po’ per scaramanzia, del fatto della donazione degli organi, in caso fosse successo qualcosa. Non ricordo bene come arrivammo a parlarne, ma lo facemmo e tu, con la naturalezza che ti contraddistingueva, la spensieratezza dei tuoi anni ma soprattutto la maturità che possedevi, mi rispondesti: «Se posso aiutare qualcuno, perché non farlo? Tanto a me non serviranno più…». Beh, oggi la tua famiglia ti ha reso onore con un gesto forse il più altruistico che possa esistere. E ora mi rimane solo un tuo «Ciao, more», il saluto che mi davi ogni volta al cambio turno”. “Ciao Riccardo Piras”.











