Cagliari, al pronto soccorso anche solo per una slogatura o per un’influenza: la carenza dei medici di famiglia aggrava la situazione degli ospedali, cui si ricorre spesso in modo non appropriato. Chi potrebbe essere curato in casa si riversa nei pronto soccorso e, senza un codice rosso, i tempi di attesa possono trasformarsi in estenuanti e lunghe ore da trascorrere nella sala d’aspetto.
Questo è quanto accaduto ieri all’ospedale Santissima Trinità, una giornata al pronto soccorso che l’azienda sanitaria locale n. 8 definisce “tranquilla”: nessun ingorgo, insomma, ma ciò che ha fatto scattare la protesta di pazienti e soccorritori è stato il tempo trascorso prima della chiamata dei medici. Codici non gravi quelli assegnati dopo il triage, soprattutto persone anziane con cronicità, dolori da caduta o acciacchi legati all’età e il sistema, in questi casi, non sempre regge: i soccorritori non possono allontanarsi sino a quando il paziente non viene preso in carico, la stanchezza prende il sopravvento anche solo per una sedia non disponibile e fa scattare le segnalazioni per una situazione che proprio non va.
Tutti hanno ragione, medici e personale del pronto soccorso come pazienti e soccorritori, vittime di un ingranaggio da revisionare e modificare sotto certi aspetti.
La rivoluzione potrebbe partire da un diverso modello organizzativo che riduce gli accessi impropri, prende in carico i tanti anziani che hanno bisogno di cura e assistenza, che – indirizzati verso un percorso diverso da quello dei pronto soccorso non dovranno più mettersi in fila con urgenze e codici rossi- e facilita le dimissioni protette. Quello che la Asl di Cagliari sta facendo è mettere infatti in piedi un sistema che consenta sia di governare l’ingresso in ospedale, per ridurre gli accessi inappropriati, sia facilitare le modalità di fruizione dei servizi all’interno del presidio, garantendo così le cure di prossimità che vengono adeguate all’ambiente di vita, cercando di andare sempre più vicini a dove la persona vive. Solo in questo modo si sopperisce alla mancanza dei medici di medicina generale, problema cronico e di non facile soluzione in questo momento.












