La nutria è un roditore semiacquatico originario del Sud America, arrivato in Europa nel secolo scorso per l’allevamento a scopo di pelliccia e oggi classificato tra le specie esotiche invasive di maggiore rilevanza a livello europeo. In Sardegna è diffusa soprattutto nel territorio della Città Metropolitana di Cagliari, con nuclei presenti anche nelle province di Oristano, Nuoro e Sassari. La sua presenza crea problemi concreti: danneggia le colture agricole, scava tane che indeboliscono le arginature dei corsi d’acqua e altera gli equilibri degli ecosistemi delle zone umide.
Il nuovo Piano fissa obiettivi chiari e misurabili: ridurre l’impatto della specie sulla biodiversità, proteggere le infrastrutture idrauliche, limitare i danni all’agricoltura e prevenire rischi sanitari. La strategia principale non punta all’eradicazione totale — obiettivo difficilmente perseguibile data l’ampia diffusione della specie — ma al controllo numerico delle popolazioni e al loro contenimento spaziale, con due approcci differenziati a seconda delle caratteristiche del territorio.
Una delle novità più significative rispetto al 2010 è il sistema di coordinamento intercomunale obbligatorio: i Comuni non potranno più agire in modo isolato, ma dovranno operare in modo coordinato all’interno di comprensori gestionali definiti sulla base del reticolo idrografico — fiumi, canali e bacini — anziché dei confini amministrativi. Questo perché la nutria si sposta attraverso i corsi d’acqua, e un’azione efficace richiede interventi continui e sincronizzati su aree ampie.
Il Piano prevede anche un monitoraggio sanitario strutturato: i campioni prelevati vengono analizzati dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Sardegna, tramite i servizi veterinari delle ASL, per verificare la presenza di leptospirosi, salmonellosi e trichinellosi.
Il testo completo del Piano e i relativi allegati sono disponibili tra i documenti correlati.
Le segnalazioni dei cittadini sono preziose per tenere aggiornata la mappa di distribuzione della specie e rendere più efficace l’attuazione del Piano.
“Le operazioni di manipolazione, gestione e soppressione degli animali catturati devono essere svolte in modo da garantire l’assenza di rischi per la sicurezza degli operatori e da evitare inutili sofferenze agli animali, nel rispetto dei principi di benessere animale e delle disposizioni vigenti” si legge nel Piano aggiornato. “La soppressione delle nutrie catturate mediante trappolaggio deve avvenire nel più breve tempo possibile dal momento della cattura. Essa è effettuata mediante sparo ovvero tramite trasferimento in contenitori ermetici, all’interno dei quali gli animali vengono esposti a biossido di carbonio o monossido di carbonio ad elevata concentrazione, assicurando che siano evitati dolore, angoscia e sofferenze non necessari”.












