Sanità sarda maglia nera in Italia, Tedde: “Arru come Attila”

Il consigliere regionale Marco Tedde commenta la reazione dell’assessore della sanità Arru all’indagine di Demoskopica che certifica che la sanità sarda è quart’ultima in Italia

“E’ inutile che Arru reagisca attribuendo responsabilità alla Giunte precedenti, ovviamente senza toccare quella del suo mentore e dante causa Soru.”

Così il consigliere regionale di Forza Italia Marco Tedde commenta la reazione dell’assessore della sanità Arru all’indagine di Demoskopica che certifica che la sanità sarda è quart’ultima in Italia.

“Non può scaricare la patata bollente sui suoi predecessori, posto che il dato più allarmante dell’indagine è che la Sardegna è scivolata indietro di tre gradini rispetto ad un anno fa. Indice di un trend negativo ingenerato dalla riforma bislacca della rete ospedaliera. Una riforma approvata il 25 ottobre dello scorso anno con la garanzia che nel giro di qualche giorno la Sardegna avrebbe ricevuto dal Ministero un “bonus” di 250 milioni di euro per l’edilizia ospedaliera. Ovviamente il bonus non è arrivato –denuncia Tedde-. E ovviamente la riforma è bloccata dal Ministero che intende vederci chiaro su un Piano di riorganizzazione che applica la legge per la Provincia di Sassari e la interpreta per il sud della Sardegna.”

Secondo l’ex sindaco di Alghero il  Piano di ridefinizione della Rete ospedaliera è stato strutturato per le regioni della penisola e calato in modo forzoso sulla realtà isolana, che è però caratterizzata da un territorio con peculiarità uniche, terzo in Italia per estensione, terz’ultimo per densità abitativa, con una viabilità da terzo mondo che rende le zone interne scarsamente raggiungibili e con collegamenti con lo stivale scarsi e male organizzati. “In definitiva, -attacca Tedde- l’area territoriale di Cagliari ha un Dea di 2° livello e 4 di 1°, mentre Sassari ha il 2° ma non un 1° livello, posto che quello di Alghero-Ozieri è di là da venire. Ciò comporterà una saturazione delle liste d’attesa di Sassari che oggi sono già problematiche.

E mentre il Presidio Alghero-Ozieri vede solo in lontananza un improbabile  1°livello, nel frattempo San Gavino  brinda legittimamente per il 1° livello  pur avendo un bacino d’utenza insufficiente -in violazione quindi del quadro normativo nazionale- e non possedendo la rianimazione. 

Ma San Gavino brinda anche per il nuovo Ospedale –ricorda il consigliere regionale di Forza Italia- che verrà realizzato sulla base di un piano di fattibilità predisposto anche per Alghero che ai tempi dell’amministrazione di centrodestra aveva in tempi record individuato l’area e approvato la necessaria variante urbanistica. Solo che San Gavino  ha ottenuto oltre 68 milioni di euro e Alghero è rimasta a bocca asciutta.

E ora Arru nella sua veste di “Attila” della sanità sarda si appresta a demolire il sistema della Guardia Medica in Sardegna, riducendolo da h24 a h16, mettendo a rischio l’efficacia e tempestività delle prestazioni sanitarie, specie nelle zone interne, e cancellando centinaia di posti di lavoro per i medici sardi. Bene farebbe Arru ad assumersi le sue pesanti responsabilità, e avviare una azione riformatrice di un Piano di riorganizzazione che ha già dimostrato di non poter funzionare in Sardegna. Noi staremmo al suo fianco in modo costruttivo e leale, reiterando le proposte che non ha voluto ascoltare–chiude Tedde.”


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