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Sanità Sarda ma quanto ci costi? Sempre di più

di Redazione Cagliari Online
28 Giugno 2017
in campidano, sardegna

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Sanità sarda ma quanto ci costi, verrebbe da chiedersi. La risposta ce la dà oggi la Corte dei Conti, che ha fatto i conti sulle spese del servizio sanitario dell’Isola. E, purtroppo, quanto emerge non è un bel quadro. Alla faccia del contenimento della spesa pubblica. Nell’Adunanza pubblica odierna la Sezione regionale di controllo della Corte dei Conti alla presenza del Presidente Francesco Petronio, i direttori delle aziende sanitarie e l’assessore alla Sanità Luigi Arru, ha deliberato gli esiti del controllo sulle spese.

 Dalle verifiche effettuate emerge un report non certo all’insegna dell’economia.

“Si è registrato, nel corso degli esercizi, il progressivo incremento della spesa complessiva per il personale del Servizio santiario regionale  passata da circa 1,150 miliardi di euro nel 2012 a 1,171 miliardi di euro nel 2015  in controtendenza rispetto agli andamenti decrescenti riscontrati a livello nazionale.

Sull’evoluzione in aumento ha influito anche l’andamento registrato dalla voce di spesa destinata alla contrattazione integrativa, passata da 219,8 milioni di euro nel 2013 a 221,1 milioni di euro nel 2014; non si dispone ancora dei dati nel 2015.

Dai riscontri effettuati è risultato che gli oneri relativi alla contrattazione integrativa sono stati iscritti nei bilanci d’esercizio dei relativi anni in tutte le Aziende, conformemente alle dichiarazioni rese dal competente Collegio sindacale. Per alcune Aziende l’importo complessivo indicato nei questionari non ha trovato piena corrispondenza con gli importi risultanti dall’esame degli atti delle Aziende, effettuato nella presente istruttoria. In sede di deduzioni è emerso che in molti casi il Collegio sindacale ha indicato nel questionario solo il residuo fondi iscritto alla chiusura del bilancio.

 In entrambi gli esercizi, per tutte le Aziende, i Collegi sindacali hanno dichiarato di aver verificato “la compatibilità dei costi della contrattazione integrativa con i vincoli di bilancio nell’esercizio e quelli derivanti dall’applicazione delle norme di legge. Le procedure per la contrattazione integrativa comportano, a seguito dell’iniziale fase concertativa in azienda, l’adozione di deliberazioni del Direttore generale, corredate dalle prescritte relazioni illustrative economico/finanziarie, cui segue il parere del Collegio sindacale.

In alcune Aziende, limitatamente ad alcuni accordi, si è riscontrato, tuttavia, l’inadeguatezza delle relazioni tecniche a corredo delle deliberazioni, oltre al mancato espresso parere del Collegio sindacale (in tali casi l’Azienda ha fatto riferimento all’istituto del silenzio-assenso). Inoltre, in alcuni casi, i pareri resi dal Collegio sindacale appaiono troppo sintetici, scarsamente motivati, se non limitati ad una mera presa d’atto. Nell’Azienda Ospedaliera Universitaria di Sassari si rileva 5 Tranne l’AOU di Sassari per il 2014, il cui questionario 2014 non è stato ancora trasmesso alla Sezione. 

I fondi relativi al personale universitario non sono mai stati costituiti. In merito, si sottolinea che, in assenza di un contratto integrativo di norma non dovrebbe procedersi all’erogazione di compensi accessori. Si è rilevato il rispetto tendenziale da parte delle Aziende delle disposizioni che hanno prescritto che le risorse destinate alla contrattazione integrativa a far data dal 2011 non possono essere complessivamente superiori al corrispondente importo dell’anno 2010.

Alcune Aziende (ASL di Olbia, ASL di Lanusei, ASL di Sanluri7 e ASL di Cagliari) risultano aver superato il tetto di spesa del 2010 e giustificano questo superamento in ragione dell’assunzione di unità di personale (tale da determinare il corrispondente incremento del fondo), asseritamente a seguito di preventiva autorizzazione regionale.

 La relazione conclusiva sui controlli svolti sull’andamento dei costi della contrattazione integrativa nelle Aziende del Servizio Sanitario della Regione Sardegna, e le relazioni analitiche suicosti nelle singole Aziende del SSR, sono in corso di pubblicazione nella Banca dati del Controllo sul sito istituzionale della Corte dei conti”.

 

“L’analisi della Sezione di Controllo per la Sardegna della Corte dei Conti sull’andamento dei costi della contrattazione integrativa del personale del servizio sanitario (per gli anni 2013-2015) conferma la disomogeneità che abbiamo trovato al nostro insediamento e per contrastare la quale sono state avviate importanti riforme”. É quanto afferma l’assessore della Sanità, Luigi Arru, che oggi è intervenuto all’adunanza pubblica in via Lo Frasso a Cagliari.

“Le criticità riscontrate dai giudici contabili corrispondono con la nostra chiara percezione di undici modelli di controllo di gestione del personale differenti. Per questo la Giunta – ha detto ancora Arru  – ha lavorato dal 2015 ad una serie di provvedimenti per favorire accorpamenti, come all’azienda Brotzu o all’Azienza ospedaliero universitaria di Sassari, riorganizzare il sistema, anche con il blocco del turn over, ora rivisto nella sua applicazione con la nascita del nuovo soggetto giuridico, l’Ats. Il lavoro che i vertici dell’Azienda unica stanno facendo è quello di valutare il bisogno reale di personale, con un modello di rete ospedaliera che oggi incide per il 50% della spesa sanitaria e con risultati che ci dicono che abbiamo strutture con volumi di attività che non rispettano gli indicatori clinici. E su questo agiamo per tutelare l’interesse del cittadino paziente e non pensando ai conti”. 

 

 
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Tags: corte contisanitàspese
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