La sanità cagliaritana è “sull’orlo del collasso”. A lanciare il nuovo allarme è il NurSind, il sindacato delle professioni infermieristiche, che denuncia una situazione ormai critica negli ospedali dell’Aou di Cagliari e dell’Arnas Brotzu, con reparti costretti a lavorare sotto i contingenti minimi di personale, Pronto soccorso in sofferenza e ambulanze del 118 bloccate in attesa di poter trasferire i pazienti.
Secondo il sindacato, nonostante le ripetute segnalazioni inviate alle direzioni aziendali, non sarebbero arrivate risposte concrete per affrontare una carenza di organico che, con l’aumento delle presenze estive nell’Isola, rischia di aggravarsi ulteriormente.
Nel mirino del NurSind c’è in particolare l’Azienda ospedaliero-universitaria di Cagliari. Al Pronto soccorso, riferisce il sindacato, i turni di agosto non sarebbero ancora stati firmati e diversi servizi continuerebbero a operare sotto i livelli minimi di personale. Viene inoltre segnalata la presenza di oltre trenta pazienti in attesa di ricovero, con alcune persone ancora assistite sulle barelle delle ambulanze del 118, costrette così a rimanere ferme davanti all’ospedale anziché tornare operative sul territorio.
Criticità vengono denunciate anche nella Chirurgia del Blocco D, dove da giugno il reparto lavorerebbe senza sostituzioni nonostante la carenza di personale, e nei reparti di Cardiologia e Medicina, dove la scarsità di infermieri e la quasi totale assenza di operatori socio-sanitari avrebbe già comportato la chiusura di alcune stanze e posti letto. Il NurSind sottolinea inoltre che, a fronte dell’ampliamento dell’organico autorizzato dalla Regione, da giugno sarebbero stati assunti soltanto tre infermieri.
Situazione difficile anche all’Arnas Brotzu. Secondo il sindacato, nelle due sezioni di Medicina generale metà dei turni verrebbe coperta sotto i contingenti minimi e si registrerebbero problemi analoghi anche al Pronto soccorso pediatrico.
“Lavorare da mesi sotto i contingenti minimi significa avere personale allo stremo e pazienti senza adeguate garanzie di sicurezza”, afferma il dirigente NurSind Luca Casula. “Al Pronto soccorso, in queste condizioni, si rischia il dramma da un momento all’altro. Il personale cerca di andare via e perfino le agenzie interinali non riescono più a reperire infermieri”.
Per la segretaria amministrativa del NurSind, Vitalia Secci, il problema è anche organizzativo. “Molti operatori scelgono di lasciare le aziende ospedaliere per trasferirsi nelle Asl, attratti dalle opportunità offerte dalla medicina territoriale. Intanto gli ospedali restano scoperti e nemmeno il ricorso al lavoro somministrato riesce più a garantire le sostituzioni necessarie”.
Il sindacato evidenzia infine come il periodo estivo renda ancora più delicata la situazione. Con l’aumento della popolazione presente in Sardegna per effetto del turismo, cresce anche la richiesta di assistenza sanitaria. Per questo il NurSind chiede interventi immediati per rafforzare gli organici e scongiurare, secondo il sindacato, il rischio di un ulteriore peggioramento dei servizi negli ospedali cagliaritani.










