“Sanità allo sbando e ospedali smantellati, è emergenza: Draghi deve commissariare la Sardegna”

Interrogazione della deputata del Pd, presidente della commissione Lavoro alla Camera, anche ai ministri della Salute Speranza e dell’Interno Lamorgese, dopo che 15 sindaci hanno restituito per protesta contro chiusure e disservizi le fasce tricolore

Un intervento immediato e risolutivo, anche commissariando la sanità della Sardegna. La deputata sarda del Pd Romina Mura e presidente della commissione Lavoro alla Camera, chiede al ministro Speranza “di intervenire, anche con poteri ispettivi sostitutivi e commissariali, laddove la regione Sardegna si dimostri completamente inadempiente rispetto allo smantellamento dei presidi ospedalieri e della medicina territoriale in aree come il Sarcidano-Barbagia di Seulo, il Mandrolisai, il Sarrabus-Gerrei. Il Governo valuti di destinare specifiche risorse del PNRR alla costruzione di un adeguato sistema di sanità territoriale nelle aree periferiche e interne della Sardegna a prescindere dagli indici demografici che negli anni hanno ‘autorizzato’ tagli e cancellazione dei servizi”, aggiunge Mura in un’interrogazione al presidente del consiglio, Mario Draghi, al titolare della Sanità e al ministro dell’Interno Luciana Lamorgese, dopo che quindici sindaci della Comunità Montana Sarcidano Barbagia di Seulo hanno restituito le fasce tricolori al presidente della regione Christian Solinas, denunciando che nel loro territorio “è stato violato il diritto fondamentale alla salute dei cittadini”.

“La giunta Solinas – incalza la deputata – è incapace di gestire la crisi pandemica in corso e impoverisce ulteriormente la sanità territoriale privandola di risorse umane da destinare ai nuovi reparti covid in corso di apertura nei vari ospedali urbani. Ultimo atto è chiusura del pronto soccorso dell’ospedale di Isili. Con la stessa logica, da ormai due anni in Sardegna sono completamente venute meno le attività di medicina preventiva con un già rilevabile aumento della incidenza e della mortalità di patologie oncologiche e quelle destinate ai malati cronici con restrizione dei servizi sia domiciliari che ospedalieri”, conclude Mura.