“Figli positivi, noi con febbre alta mai controllati ad Assemini: sfideremo i divieti e usciremo”

Da 20 giorni “prigionieri” in casa con i loro piccoli positivi, Valentina Busonera e Jonathan Mereu: “Stiamo male, febbre alta, ma l’Ats non ci ha mai controllato: basta, andremo sino alla cittadella della Salute di Cagliari. I carabinieri sanno dove trovarci” La donna è anche vaccinata e ha il green pass: “Assurdo, vero? Eppure è così”

“Esasperazione”. È la parola con la quale esordisce Valentina Busonera, 40enne di Assemini. Dallo scorso tre agosto, a parte il viaggio Assemini-Cagliari e ritorno per far fare i tamponi ai suoi due piccoli, risultati positivi al Coronavirus, non ha visto, insieme al marito, Jonathan Mereu, 39 anni, mai una spiaggia, ma nemmeno un parco o l’angolo opposto al quale si trova la sua abitazione. Il motivo? “Febbre alta e malessere, ma l’Ats non ci ha mai fatto i tamponi”, spiega, all’unisono la coppia. Inizia tutto il primo agosto: “La nostra bimba di sette anni ha avuto la febbre alta, così abbiamo di chiamare la pediatra che attiva il protocollo con l’Ats il giorno dopo. Il 4 agosto si ammala anche l’altro nostro figlio, gli viene la febbre altissima. Solo quattro giorni dopo l’Ats ci contatta per effettuare i tamponi ai nostri piccoli”. E l’esito, per entrambi, il 10 agosto, è “positivo”. Subito chiusi in casa, con mamma e papà. Peccato che siano proprio i genitori, quasi subito, a sentirsi male: “febbre altissima” per Jonathan e sintomi simili per Valentina: “Volevamo fare il tampone subito, ma ci è stato negato in quanto non risultavamo prenotati”. Ma la coppia, comunque, dichiara di aver avvisato l’Ats.

 

“Eppure, a oggi, non siamo ancora stati chiamati per fare i tamponi, nonostante avessimo fatto due nuove telefonate ai numeri dell’Igiene Pubblica. Idem i nostri figli, ancora senza secondo tampone”. E c’è anche un altro particolare: “Io sono vaccinata, quindi il mio green pass risulta attivo. Per assurdo, nonostante non sappia se sia positiva o meno, potrei uscire tranquillamente di casa, andare nei ristoranti e contagiare, eventualmente, il virus, visto che nessuno mi ha fatto il tampone. È chiaro che non lo faccio perchè ho la testa sulle spalle”, precisa la 40enne. Ma la misura, ormai, è colma: “O la situazione si risolverà in brevissimo tempo, oppure usciremo di casa con i nostri figli per andare alla Cittadella della salute di via Romagna a Cagliari per pretendere i tamponi. I carabinieri sanno dove trovarci”.

 


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