Rifiuti sulle spiagge sarde: dopo le mareggiate spuntano quintali di scarti

Il geologo Luigi Sanciu: “Negli strati geologici spesso troviamo dei fossili (trilobiti, ammoniti…) che ci aiutano a dare un’età alla roccia e a comprendere il suo ambiente di formazione. Oggi stiamo lasciando la nostra “impronta” ai geologi del futuro”.


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Una immagine, simbolo, quella pubblicata da chi cerca e analizza ciò che il passato più antico ci regala ma che, di certo, nulla ha di simile a fossili e rocce: “Un sandalo in plastica sta per essere inglobato all’interno di uno strato di sabbie e ciottoli”. Si trova nella Costa Verde, il calzare in questione, ma si potrebbe trovare pressoché ovunque considerato che, in questi giorni più che mai, la furia del mare scaraventa nelle spiagge ciò che l’uomo ha abbandonato in tempi “recenti”. “Un’immagine che si commenta da sola” ha esposto Sanciu, che potrebbe ben rappresentare l’antropocene, l’attuale epoca geologica, nella quale l’essere umano è riuscito con modifiche territoriali, strutturali e climatiche ad incidere su processi geologici, o “era del devastante impatto umano”. Grande lavoro, quindi, per i volontari e gli ambientalisti che non demordono e, tra raid programmati e passeggiate ecologiche, riescono a sottrarre al suolo cumuli di rifiuti dannosi per la flora e la fauna del territorio.

 


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