È sufficiente fare una semplice passeggiata per le strade della città per rendersi conto del degrado diffuso e dei rifiuti che si incontrano ormai a ogni angolo. Una situazione evidente a tutti, che stride fortemente con il costo sempre più elevato della Tari pagata dai cittadini.
Che il sistema della raccolta differenziata non riesca a raggiungere livelli ottimali è ormai sotto gli occhi di tutti e, a questo punto, anche insopportabile. Ma ciò che preoccupa maggiormente è l’assoluta incapacità, dimostrata negli ultimi mesi, di affrontare seriamente il tema del decoro urbano e della pulizia quotidiana della città.
«Davanti a questi risultati – afferma Mura – è assurdo continuare a imprigionare Cagliari nello stesso sistema di raccolta differenziata e igiene urbana per 18 anni: dal 2017 al 2026 e ora con altri nove anni già prospettati. Un modello che ha già dimostrato tutti i suoi limiti».
Nel mirino del consigliere comunale la cosiddetta “rivoluzione” annunciata dalla Giunta guidata dal sindaco, insieme all’assessore all’ecologia urbana, ambiente e verde pubblico Luisa Giua Marassi. «Il meraviglioso mondo di Massi e Luisa – sottolinea Mura – è in realtà quello che i cittadini hanno già vissuto in questi nove anni: Tari alle stelle e una pulizia della città chiaramente inadeguata».
Secondo Mura, non c’è stato alcun vero cambio di passo, ma solo la prosecuzione di un sistema che penalizza i cittadini virtuosi e non garantisce decoro e qualità della vita. «È urgente cambiare rotta – conclude – valorizzando le tantissime persone che fanno correttamente la raccolta differenziata, installando ecoisole di quartiere videosorvegliate, come avviene nel resto del mondo, e investendo risorse strutturali e costanti nella pulizia quotidiana della città».
Il decoro urbano, per il consigliere comunale, non è un dettaglio ma una priorità. «Continuare a raccontare una città che non esiste significa restare prigionieri di una narrazione lontana anni luce dalla realtà che i cittadini vivono ogni giorno», conclude.









