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Quartu e Dolianova, tirocini sociali semestrali per centinaia di persone: “Il reddito di cittadinanza non può diventare un mestiere”

di Paolo Rapeanu
16 Giugno 2023
in hinterland

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Quartu e Dolianova, tirocini sociali semestrali per centinaia di persone: “Il reddito di cittadinanza non può diventare un mestiere”
Sala Affreschi dell’ex convento dei Cappuccini di Quartu gremita per il convegno “I tirocini d’inclusione sociale rivolti ai percettori del Reddito di Cittadinanza”, organizzato dai Comuni di Quartu Sant’Elena e di Dolianova, in collaborazione con la Fondazione Consulenti per il Lavoro. La terza città della Sardegna, guidata da Graziano Milia, e uno dei Comuni più vasti dell’hinterland, guidato dal sindaco Ivan Piras, si trovano come tutte le altre realtà a fare i conti con l’addio al reddito di cittadinanza e all’arrivo di nuove forme di inclusione lavorativa. La sala gremita ha confermato il grande interesse suscitato dal tema nella cittadinanza, sia in coloro che possono trovare in essi uno strumento per uscire dalla condizione di inerzia lavorativa, sia in chi, titolare di azienda, ha la possibilità di formare nuovo personale, anche in un’ottica di stabilizzazione. Il tirocinio di inclusione sociale per il percettore di reddito di cittadinanza è un’ottima base di base di partenza per rimettersi in gioco. È infatti una straordinaria opportunità per dare concretezza al patto per l’inclusione sociale sottoscritto dai richiedenti, cittadini che si trovano temporaneamente in stato di indigenza. Un parere condiviso da tutti i relatori intervenuti al convegno. La mattina di lavori, coordinata dalla dirigente dei Servizi Sociali di Quartu Lorena Cordeddu, è stata aperta dall’assessore ai Servizi Sociali Marco Camboni: “In questi anni così complicati, anche chi è in possesso di titoli di studio spesso trova difficoltà a trovare un’occupazione. L’inclusione sociale presuppone un costante lavoro sinergico. Ecco perché si rende necessario programmare un sistema di inclusione lavorativa che permetta di formare e conseguentemente reintrodurre queste persone nel mondo del lavoro. Ringrazio quindi chi si è prodigato in questi mesi per permette l’avviamento di questi tirocini formativi, che a Quartu interessano una settantina di persone circa”. Dello stesso avviso il sindaco di Dolianova Ivan Piras, che ha innanzitutto sottolineato l’importanza di “questo momento di comunicazione, divulgazione e confronto su una tematica così importante come la gestione del reddito di cittadinanza, che dalla nascita, nel 2019, ha affidato ai Comuni importanti responsabilità. Avviare nel nostro ambito Plus questi tirocini formativi è per noi fondamentale, anche perché abbiamo constatato che in alcuni casi possono anche trasformarsi in stabilizzazioni. Con l’auspicio che dal 2024 la riforma consenta di raddrizzare alcune storture della legge, siamo già pronti da subito a dare speranza a chi vuole sfruttare l’opportunità del reddito per sviluppare un corretto percorso professionale”.
In rappresentanza dell’assessorato regionale al Lavoro è poi intervenuto Antonello Picci, che ha sottolineato “la necessità di rimodulare il reddito di cittadinanza facendo politica attiva del lavoro. Urge infatti puntare con più decisione a una misura capace di ridare la dignità del lavoro a persone che sono temporaneamente rimaste indietro”. Antonio Manca, segretario dei consulenti del lavoro, ha ribadito come “quella dei tirocini d’inclusione sociale sia un’opportunità da non perdere. Il reddito di cittadinanza infatti non può diventare un mestiere, quindi bisogna fare qualcosa per reintrodurre queste risorse umane nel mondo del lavoro. Il tirocinio è un’opportunità, ti aiuta a reinserirti”. I complimenti per la strada intrapresa dai Comuni di Quartu e Dolianova sono arrivati anche dal presidente Anpal Massimo Temussi: “Sono un grande fan dei tirocini e sono convinto che sia uno strumento da utilizzare con assoluta serietà, anche perché i numeri dicono che i progetti di questo tipo attivati per 6 mesi hanno un’ottima possibilità di trasformarsi in lavoro”. Nel sottolineare come “la strada che sta percorrendo il Governo non si concentra più verso il singolo ma guarda al nucleo familiare disagiato, mi preme mettere in evidenza che è stata studiata una nuova piattaforma digitale capace di favorire la comunicazione diretta tra Comuni e Centri per l’impiego, con una procedura mappata e uno scambio di dati continuo. Una collaborazione che sarà ancora più agevole con la nascita della nuova agenzia ‘Sviluppo Lavoro’”. La Fondazione Consulenti del lavoro è partner del progetto avviato dal Comune di Quartu. Il direttore Enrico Limardo ha evidenziato come “il nostro istituto promuove circa 30mila tirocini l’anno, perché per noi si tratta indubbiamente di uno strumento di politica attiva, che consente di intervenire in maniera puntuale sulle persone, permette quindi di entrare nel mondo del lavoro. Se il reddito di cittadinanza non ha funzionato come avrebbe potuto è anche perché inizialmente non sono stati coinvolti i servizi sociali dei Comuni. Bisogna quindi avviare un’importante operazione culturale: immaginare un nuovo sistema, nel quale le aziende offrono contratti a tempo indeterminato, con i tirocini che tenderanno a essere sempre più un’esperienza capace di valorizzare la formazione del soggetto. Ecco perché ritegno  che questa sperimentazione possa essere utile per le politiche future”. La seconda parte della mattinata ha analizzato gli aspetti più prettamente tecnici del progetto avviato dalle amministrazioni di Quartu e Dolianova, con gli interventi di Elisabetta Manunza, coordinatrice Plus Quartu-Parteolla, ed Emanuela De Palma, consulente del lavoro della fondazione lavoro, a spiegare come si sta evolvendo e gli obiettivi che si intende raggiungere.
Tags: reddito
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