Quartu Sant’Elena, dopo l’incendio emerge una discarica abusiva a cielo aperto: circa sette quintali di immondizia, nascosta tra l’erba andata in fumo soprattutto bottiglie di vetro.
“Questo è quello che abbiamo trovato ieri dopo l’incendio in via Italia. Abbiamo raccolto tra i 6 e 7 quintali di aliga soprattutto bottiglie.
Chi devono essere sensibilizzati sono soprattutto i bambini e i ragazzi e questa educazione deve partire dalle famiglie e dalle scuole” spiegano i volontari.
Tra loro, anche Cittadinanza Attiva Oikos che si prodiga per ripulire dove gli altri sporcano.
Non è l’unico caso: in questi giorni in cui roghi importanti sono stati registrati in quasi tutto l’hinterland cagliaritano, lo scenario emerso è sempre lo stesso: rifiuti bruciati che hanno alimentato le fiamme e permesso al fuoco di proseguire lungo il suo cammino di morte e distruzione. Una piaga da combattere, proprio come quella degli incendi.
“Questo è quello che abbiamo trovato ieri dopo l’incendio in via Italia. Abbiamo raccolto tra i 6 e 7 quintali di aliga soprattutto bottiglie.
Chi devono essere sensibilizzati sono soprattutto i bambini e i ragazzi e questa educazione deve partire dalle famiglie e dalle scuole” spiegano i volontari.
Tra loro, anche Cittadinanza Attiva Oikos che si prodiga per ripulire dove gli altri sporcano.
Non è l’unico caso: in questi giorni in cui roghi importanti sono stati registrati in quasi tutto l’hinterland cagliaritano, lo scenario emerso è sempre lo stesso: rifiuti bruciati che hanno alimentato le fiamme e permesso al fuoco di proseguire lungo il suo cammino di morte e distruzione. Una piaga da combattere, proprio come quella degli incendi.
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