A una settimana dal suo intervento in Consiglio comunale sul tema della sicurezza a Marina Piccola, il consigliere dei Riformatori Sardegna, Raffaele Onnis, torna sulla vicenda dopo il grave episodio che ha visto una ragazzina di 13 anni molestata in pieno giorno e salvata dall’intervento di due giovani donne.
“Lo avevamo detto con chiarezza: la violenza porta altra violenza e, se non si interviene per tempo, gli episodi sono destinati ad aumentare. Purtroppo quanto accaduto ieri sembra confermare quei timori”, afferma Onnis.
Durante la seduta del Consiglio comunale della scorsa settimana, il consigliere aveva chiesto di predisporre interventi concreti per rendere più sicura l’area di Marina Piccola, uno dei luoghi più frequentati della città da famiglie, giovani e turisti, sollecitando un rafforzamento dei controlli e misure strutturali di prevenzione.
“Dopo il mio intervento in Consiglio ho effettivamente riscontrato una maggiore presenza di pattuglie nella zona di Marina Piccola e questo è un segnale positivo. Nell’area delle barche, dove erano stati segnalati episodi diversi ma comunque di rischio, non si sono più verificati fatti di quel tipo e non si è più notata la presenza delle persone che stazionavano abitualmente in quel punto. Tuttavia, da diverse segnalazioni raccolte, sembrerebbe che queste persone si siano spostate nelle vicinanze, dove vengono viste spesso utilizzare le fontanelle situate nel tratto iniziale della passeggiata, in prossimità della prima fermata. È per questo che serve un controllo costante dell’intera area e non interventi limitati nel tempo”.
Non manca in conclusione un affondo da parte del Consigliere dei Riformatori: “Non si tratta di populismo o intolleranza. In ballo c’è la sicurezza dei cittadini in particolare delle persone più deboli, giovani, donne e anziani, vedi i fatti di cronaca che avvengono quotidianamente nelle nostre strade e nelle nostre piazze che fino a poco tempo fa godevano di un primato di vivibilità eccezionale. Stiamo attraversando una trasformazione della nostra società a fronte della quale la popolazione si sente inerme e non tutelata. Chi non si rende conto di questo vive fuori dalla realtà, c’è poi chi invece si arrocca e ne fa esclusivamente una questione ideologica e strumentale. Se non si prenderanno provvedimenti strutturali – conclude – la situazione peggiorerà sempre di più, di questo passo, Cagliari e le città della Sardegna, presto saranno né più e ne’ meno come il resto d’Italia e d’Europa”.












