Pronto Soccorso affollati: Emera chiede risposte immediate e rilancia la proposta della riapertura dell’Ospedale Marino.
L’Associazione sanitaria accoglie con favore gli investimenti annunciati dalla Regione Sardegna per il potenziamento del Presidio Ospedaliero Brotzu di Cagliari, compresa la futura realizzazione della nuova Piastra Tecnologica per l’Emergenza-Urgenza.
Si tratta di interventi importanti che potranno migliorare l’efficienza dell’ospedale. Tuttavia, Emera richiama l’attenzione su una questione fondamentale: il Piano regionale contro il sovraffollamento dei Pronto Soccorso individua come priorità il rafforzamento della sanità territoriale, dell’assistenza domiciliare, delle Case della Comunità, degli Ospedali di Comunità e dei percorsi di continuità assistenziale.
Per questo motivo l’Associazione si chiede come si concili questa strategia con investimenti che continuano a concentrarsi principalmente sulle strutture ospedaliere, mentre molte delle soluzioni territoriali previste dal Piano non sono ancora pienamente operative.
Emera sottolinea inoltre il problema dei tempi. Le opere annunciate richiederanno anni prima di produrre benefici concreti, mentre l’emergenza nei Pronto Soccorso è una realtà quotidiana fatta di lunghe attese, pazienti costretti in barella, difficoltà di ricovero e carenza di personale sanitario.
“La domanda che poniamo alla Regione è semplice: quali interventi immediati intende adottare per affrontare il sovraffollamento dei Pronto Soccorso nell’attesa che le nuove opere e la rete territoriale diventino operative?” spiega il presidente Maria Francesca Congiu.
In questo contesto l’Associazione rilancia la proposta di utilizzare l’ex Ospedale Marino come struttura intermedia pubblica dedicata ai pazienti post-acuti, cronici stabilizzati e fragili. Una soluzione che potrebbe contribuire rapidamente a liberare posti letto negli ospedali per acuti, ridurre la pressione sui Pronto Soccorso e favorire una migliore integrazione tra ospedale e territorio.
Emera ribadisce di non essere contraria agli investimenti negli ospedali, ma ritiene indispensabile che la programmazione sanitaria regionale sia accompagnata da misure concrete e tempestive capaci di dare risposte ai cittadini e agli operatori sanitari già oggi.










