“Questa mattina il mare ha restituito alla spiaggia di Ottiolu una tartaruga marina senza vita.
Non sappiamo con certezza quando sia morta. Probabilmente da giorni era in balia delle correnti, trascinata dalle onde fino alla riva.
Quello che si vede, però, è sufficiente per fermarsi a riflettere: plastica ingerita, una rete che l’ha intrappolata, una morte lenta e silenziosa.
Spesso ci lamentiamo di ciò che il mare porta sulla spiaggia. Della posidonia, delle alghe, di tutto ciò che la natura deposita seguendo i suoi cicli millenari. La chiamiamo “sporcizia” senza sapere che è proprio quella presenza a proteggere le nostre coste, a custodire la vita del mare e a raccontarci che l’ecosistema è ancora vivo.
La vera sporcizia, purtroppo, non è quella.
La vera sporcizia è quella che SOFFOCA, INTRAPPOLA, FERISCE e UCCIDE.
È quella che non appartiene al mare ma che il mare è costretto a sopportare.
Questa tartaruga non è solo un animale morto. È il simbolo di un equilibrio sempre più fragile e del prezzo che la natura continua a pagare per le nostre abitudini, la nostra distrazione e, a volte, la nostra indifferenza.
Guardiamo questa immagine con rispetto. Non per cercare un colpevole, ma per ricordarci che ogni gesto ha una conseguenza.
Oggi il mare ci ha restituito DAVVERO quello che non avremmo mai voluto vedere nelle nostre coste”.











