Stadio Cagliari, è scontro totale sul canone: il sogno “Gigi Riva” rischia il blackout.
Salta il banco tra il Cagliari Calcio e Palazzo Bacaredda. Nonostante il traguardo sembrasse a un passo, la trattativa per il nuovo stadio “Gigi Riva” si è trasformata in un braccio di ferro economico che gela le aspettative dei tifosi. Al centro della disputa c’è una distanza che, pur sembrando minima sulla carta, pesa come un macigno sul futuro dell’opera: la cifra della concessione annua.
Il Comune non arretra e giudica “insufficiente” l’offerta della società rossoblù. Di contro, il club guidato da Tommaso Giulini non intende andare oltre i 50 mila euro, citando il modello Udinese e guardando con interesse alla strategia di Genova, dove si valuta addirittura un canone zero per mezzo secolo. Una divergenza che rischia di trasformare un progetto da 218 milioni di euro in una pericolosa situazione di stallo.
Eppure, sul fronte tecnico i passi avanti erano stati enormi. Erano stati cancellati i nodi legati al diritto di superficie e all’ipoteca, e si era arrivati a un’intesa definitiva sulla gratuità dei parcheggi. Ma ora tutto sembra appeso a un filo. In gioco non c’è solo una struttura sportiva, ma un motore economico capace di generare un miliardo di euro di indotto in cinquant’anni e di attirare mezzo milione di visitatori ogni stagione. Il vero nemico, però, è il cronometro.
Aprile è la deadline fissata dalla UEFA per Euro 2032 e senza un accordo blindato Cagliari rischia di essere tagliata fuori dalla mappa del calcio continentale. La giunta promette una proposta definitiva entro pochi giorni, ma il clima è elettrico. Il prossimo mercoledì sarà il giorno della verità: o si trova la sintesi politica ed economica per far partire i cantieri entro giugno, o il rischio che il nuovo stadio resti l’ennesima incompiuta diventa realtà. La città aspetta, il Cagliari alza la posta, ma il tempo delle trattative sta per scadere.











