Nuovo stadio, è scontro sulle garanzie: Farris pubblica la bozza della convenzione e replica a Macciotta.
Si accende nuovamente il confronto politico sul nuovo stadio di Cagliari. Questa volta il terreno dello scontro è quello delle garanzie offerte dal Comune ai finanziatori dell’opera.
Nel corso di un confronto televisivo, Radar condotto da Nicola Scano, l’assessore comunale allo Sport Giuseppe Macciotta ha escluso che Palazzo Bacaredda assumerà obblighi di garanzia nei confronti delle banche. “Il Comune di Cagliari non garantirà nulla, è espressamente escluso”, ha dichiarato l’assessore, spiegando che proprio questo aspetto avrebbe determinato i quattro mesi trascorsi tra il deposito del primo Piano economico-finanziario, nel dicembre 2025, e la presentazione della nuova versione nell’aprile 2026. “Il Comune di Cagliari non garantirà nulla, non rilascerà ipoteche, non darà garanzie a terzi”, ha aggiunto, respingendo anche l’ipotesi che il ricorso alla Sfirs possa configurarsi come un contributo pubblico assimilabile a quello della Regione.
La replica del consigliere comunale di Civica 2024, Giuseppe Farris, è arrivata già durante la diretta. “Pubblicherò dopo la trasmissione gli stralci della bozza di convenzione, dove si vede che voi vi state impegnando a rilasciare le garanzie a favore degli enti creditori, dove si vedono le clausole per cui vi assumete voi l’onere di far fronte a eventuali aumenti di prezzi”, ha affermato.
Poche ore dopo, Farris ha mantenuto la promessa pubblicando sui social alcuni passaggi della bozza di convenzione.
Secondo il consigliere, l’articolo 42.2 prevede che il Comune accetti “irrevocabilmente e incondizionatamente” la cessione in garanzia, a favore degli istituti finanziatori, di tutti i crediti del concessionario nei confronti del Comune, comprese le eventuali somme dovute in caso di cessazione anticipata della concessione. La stessa clausola obbligherebbe inoltre l’amministrazione a effettuare i pagamenti direttamente ai finanziatori o sui conti da essi indicati.
Il consigliere richiama poi l’articolo 42.5 della bozza, che impegnerebbe il Comune, su richiesta delle banche, a sottoscrivere un “Direct Agreement”, ossia un accordo che attribuirebbe agli enti finanziatori specifici diritti di informazione e di intervento sulla concessione.
Farris evidenzia inoltre le disposizioni contenute negli articoli 2, 9.2 e 26, sostenendo che, in caso di aumento dei costi di costruzione, dei materiali, dell’energia o della gestione, potrebbe essere richiesto il riequilibrio del Piano economico-finanziario. Qualora non si raggiungesse un’intesa, il Comune – osserva – dovrebbe scegliere tra accettare il riequilibrio oppure recedere dalla convenzione corrispondendo gli indennizzi previsti. Infine, il consigliere richiama gli articoli 3.1(b), 38.1 e 38.5, che, a suo dire, porrebbero integralmente a carico del Comune i costi delle bonifiche ambientali, compresi quelli relativi all’amianto, senza alcun tetto massimo.
“Queste non sono opinioni. Sono clausole contenute nei documenti della convenzione da cui si evince che il rischio si sposta dal concessionario al concedente”, conclude Farris, ribadendo la richiesta che il confronto politico si svolga “sui documenti e non sugli slogan”.











