Mossa a sorpresa di Salvini: “Sì al taglio dei parlamentari e poi subito al voto”

Il leader leghista strizza l’occhio al Movimento 5 Stelle: “Accetto la sfida di Di Maio, bisogna dare la parola al popolo”. E poi, rivolto alla minoranza del Pd: “Non capisco il vostro nervosismo, vi sembra forsa fascista uno che vuole che gli italiani votino al più presto?”

Subito rovente il clima nell’Aula del Senato per la seduta che deve votare sul calendario della crisi di governo, calendario che è stato approvato a maggioranza ieri dalla conferenza dei capigruppo di Palazzo Madama. Esordisce la capogruppo di Forza Italia in Senato, Anna Maria Bernini: “Chi è vera opposizione dimostri di esserlo. Questo dibattito dimostra chi non vuole dare la parola agli italiani e tenere in piedi il governo per mantenere le poltrone”. Prende successivamente la parola Matteo Salvini, che all’ingresso a Palazzo Madama aveva annunciato che non avrebbe ritirato i ministri della Lega. “Non si capisce perché non si debbano disturbare i poveri parlamentari a ferragosto”, accenna, e scoppia la bagarre. Il ministro viene contestato e interrotto più volte. La presidente Elisabetta Casellati fatica a contenere le proteste ma Salvini riprende e incalza: “Mi sono abituato a insulti e minacce”.

 

Netto sulla crisi: “L’Italia vuole avere certezze, e cosa è più bello e democratico, lineare che dare la parola al popolo. Cosa c’è di più bello? Non capisco questa paura”. “Rilancio la proposta di Di Maio. Siamo per anticipare il voto del taglio dei parlamentari, e poi tornare al voto subito. Vedo che dai banchi del Pd ora non applaudono più”. Attacca l’ex premier Matteo Renzi, che ha tenuto una conferenza stampa poco prima: “Renzi, con i disastri che ha fatto, sa che gli italiani lo mandano a casa sicuramente, è umanamente comprensibile. Sta attaccato alla poltrona con il vinavil”. Così Salvini intervenendo in aula al Senato.


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