Monserrato, vigile urbano licenziato per assenze ingiustificate, il Comune vince la causa: “Che serva come monito per tutti i lavoratori che pensano di essere furbi”.
Quattro anni di assenze e numerose cause intentate dal dipendente, ma alla fine il Comune è riuscito a far dichiarare la legittimità dei licenziamenti disciplinari intimati al dipendente.
In pieno periodo COVID, nell’autunno del 2020, Stefano Oppo, dipendente comunale, lamentava un tamponamento durante lo svolgimento del servizio e conseguenti lesioni fisiche e postumi invalidanti che lo tenevano fuori ufficio per circa due anni fino al 31 ottobre 2022.
Solo che, al termine della malattia, anzichè rientare in servizio, il dipendente ingaggiava un lungo “braccio di ferro” con il Comune chiedendo un congedo “per gravi motivi personali” che il Comune respingeva per insufficienza della documentazione allegata a sostegno.
Convinto, invece, della bontà dei diritti invocati, il dipendente decideva di non rientrare al lavoro, cosìcchè il Comune si vedeva costretto ad irrigare un primo licenziamento il 30 marzo 2023. Solo che il preavviso, inizialmente fissato al 1° settembre 2023, era stato posticipato più volte fino all’11 febbraio 2024 a causa di sopravvenuta malattia del dipendente che, nel frattempo, impugnava anche il licenziamento.
Nelle more del preavviso, il Comune si era visto però costretto ad aprire un nuovo procedimento disciplinare giacchè l’Oppo, in un altro periodo, aveva richiesto ulteriori giorni di congedo (questa volta parentale), decidendo ugualmente di astenersi dal recarsi al lavoro nel frattempo che il Comune valutava la richiesta. Non solo, a seguito della quantificazione dei giorni di congedo parentale in termini differenti da quelli pretesi dall’Oppo, quest’ultimo non si era ingiustificatamente presentato a lavoro per una ulteriore ventina di giorni.
Così il Comune si vedeva costretto ad irrogare un secondo e poi un terzo (cautelativo) licenziamento disciplinare con provvedimento del 31 luglio 2023 in costanza di preavviso di quello precedente intimato.
E così anche questi altri due licenziamenti venivano impugnati giudizialmente dal dipendente
A seguito di varie udienze e di riunione dei vari giudizi si arrivava così alla pronuncia del giudice Matteo Marongiu della sezione lavoro del Tribunale di Cagliari che, in accoglimento delle difese presentate per conto del Comune dall’avvocato Giovanni Dore, respingeva integralmente i ricorsi proposti dall’Oppo (con gli avvocati Enrico Maria Mastinu e Sara Masala) condannando il medesimo anche alla rifusione delle spese legali.
In sintesi, il Tribunale ha ritenuto legittimo ed efficace il primo licenziamento, ma si è pronunciato favorevolmente pure su tutti gli altri comminati “cautelativamente” dal Comune. Non solo, nel provvedimento giudiziale, con articolata motivazione si è valutato sempre positivamente il comportamento tenuto dall’amministrazione nello svolgimento di tutti i suddetti procedimenti, sottolineando pure il pieno (e paziente) rispetto di procedure, garanzie e tempistiche rispetto, invece, al comportamento reiteratamente illegittimo del lavoratore.
Parimenti legittimo è stato reputato il comportamento dell’amministrazione che l’Oppo aveva, invece, tacciato di essere discriminatorio e foriero di ingiusto danno a suo carico, con l’integrale rigetto di una richiesta di risarcimento dei danni patrimoniali e non patrimoniali che, a detta del dipendente, gli erano derivati dall’aggravamento della propria condizione psico-fisica causata dalle condotte del Comune e dell’allora comandante della Polizia Municipale Massimiliano Zurru (difeso dall’avvocato Davide Tomba).
La sentenza, risalente alla primavera scorsa, è recentemente passata in giudicato per mancato appello, mentre è ancora pendente un’ultima controversia (per mobbing) sempre promossa dall’Oppo, la cui decisione è fissata per la primavera del prossimo anno.
“Sono molto soddisfatto dell’esito della vertenza – ha dichiarato il Sindaco di Monserrato, Tomaso Locci – e ringrazio per la pazienza, equilibrio e competenza che hanno dimostrato, nel corso di tutta la vicenda giudiziale e stragiudiziali, i dirigenti, gli impiegati e i legali del Comune che si sono occupati delle pratiche, sottraendo, purtroppo, tempo ed energie preziose che dovrebbero essere destinati esclusivamente ai servizi rivolti ai cittadini.
Mi fa comunque piacere – conclude il Sindaco – che, in giudizio, siamo riusciti a dimostrare la correttezza dell’agire comunale nel rispetto delle vigenti norme in tema lavoro dipendente e, che alle dipendenze del Comune rimangano soltanto i dipendenti che meritano e che amano il proprio posto di lavoro e rispettano la vigente legislazione in materia di assenze e permessi. In questo caso i licenziamenti intimati dal Comune erano un atto dovuto e doveroso non solo di tutti i cittadini paulesi, ma anche dei tanti dipendenti che si applicano quotidianamente al corretto svolgimento dei servizi comunali e auspichiamo che non accada più, in futuro, di trattare vertenze simili”.











