Monserrato, si valuta il trasferimento delle alberature non più sicure

Dopo l’ondata di maltempo che ha causato il crollo di un albero, si analizza la situazione e si cerca di trovare una soluzione per la sicurezza dei cittadini.

Parte del consiglio di Monserrato in questi giorni è impegnato a Bergamo nell’assemblea Anci 2022 e si progetta una riqualificazione di piazza e marciapiedi di via del Redentore: “Come scaturito dalle recenti dichiarazioni del premier Giorgia Meloni, sta emergendo anche nel contesto del confronto tra Sindaci di tutta Italia che, in particolar modo quando si tratta di salvaguardia della vita umana, le disposizioni in materia di gestione del territorio non devono prestare orecchio al consenso ma all’attività che è giusto porre in essere per il bene dei propri amministrati.
La recente ondata di mal tempo che ha colpito anche Monserrato – spiega il sindaco Tomaso Locci – ha creato un grosso rischio per l’incolumità dei cittadini in particolare in un punto, via San Fulgenzio, di massiccia frequentazione di autoveicoli ma soprattutto di pedoni e studenti, in considerazione del vicino mercato rionale e della fermata dei pullman utilizzata dagli studenti proprio a ridosso dell’orario del crollo dell’alberatura”.
Il progetto che riqualificherà la via del Redentore, quindi,  “parte proprio da questa esigenza e dall’attività di verifica delle alberature cittadine; per questa ragione la tutela dell’incolumità dei cittadini, di cui siamo responsabili, non può essere posta in secondo piano di fronte ad un comprensibile ma irrazionale desiderio del mantenimento di uno status quo che a tutti, me per primo, farebbe comodo e piacere. I rischi oramai sono troppo alti sia in termini di probabile caduta degli alberi con radici superficiali che di incidenti dovuti alla conseguente sconnessa pavimentazione.
Seppur ampiamente spiegato durante i nostri interventi e durante il question time, ribadisco che il progetto sarà realizzato non come le precedenti amministrazioni ci avevano abituati e cioè con tagli e sradicamenti indiscriminati delle alberature “scomode”, ma attraverso un rispettoso trasferimento delle stesse in luoghi più adatti alla tipologia di radici e arbusto”.
Quindi nessun taglio con le motoseghe, bensì un trasferimento delle piante in luoghi più idonei e sicuri per i cittadini.
“Cercare il consenso sulle spalle dell’incolumità dei nostri cittadini lo lasciamo ad altri”.


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