“Mi chiedono ogni giorno se mi sono diplomata, ma il mio diploma me l’hanno portato via”: il grido di una delle 800 vittime del caso delle scuole paritarie
CAGLIARI – Doveva essere il momento più bello, quello della maturità, del traguardo raggiunto dopo anni di studio. Invece, per circa 800 studenti italiani, tra cui molti sardi, il diploma è rimasto un sogno sospeso. Non per una bocciatura, non per una scelta personale, ma per un caso che ha travolto alcune scuole paritarie della Campania, tra revoche della parità, trasferimenti, ricorsi e presunte gravi irregolarità amministrative.
Mentre la vicenda continua nelle aule dei tribunali e si tenta di ottenere una sessione speciale d’esame, centinaia di ragazzi sono rimasti senza diploma e con il proprio futuro bloccato. Tra loro c’è una studentessa cagliaritana che ha deciso di dare sfogo alla grande delusione in una lettera:
“Ogni giorno la stessa domanda. Ogni giorno quel nodo allo stomaco. “Allora, ti sei diplomata?” Sulla carta doveva essere l’anno della svolta, della fine di un percorso. E invece ci ritroviamo in 800 ragazzi sospesi nel nulla perché la scuola ha perso la paritaria. Siamo le vittime di un sistema di “diplomifici”, finiti in un ingranaggio molto più grande di noi. Intanto intorno a noi si muove un circo assurdo: fanno ricorsi su ricorsi, si muovono giudici e avvocati, dicono che vogliono tentare la sessione speciale per farci fare l’esame. Ma nel frattempo i giorni passano e noi siamo qui, nel limbo. In molti là fuori cercano colpevoli, invocano giustizia o chiedono vendetta. A me, onestamente, di chi va in carcere o di chi ha sbagliato non importa nulla. Non cancella il danno. Ci hanno tolto il traguardo per cui abbiamo lavorato. Questa è l’unica verità che resta.
Si parla tanto di burocrazia, di scartoffie e di processi, ma nessuno sembra accorgersi che in mezzo a tutte queste carte ci siamo noi. Ottocento storie, ottocento progetti bloccati. Non siamo i numeri di un verbale, siamo ragazzi a cui è stato tolto un diritto.
Quindi no, per ora non mi sono diplomata.
E la cosa che fa più male è che non è dipeso da me. Ma nonostante tutto, nonostante lo schifo e l’ingiustizia, io non mi arrendo. Continuo a crederci, continuo a lottare per quello che mi spetta”.
E proprio questa mattina la studentessa cagliaritana aveva in programma un colloquio di lavoro da diplomata, a cui si è presentata senza la minima possibilità di superarlo, così come tanti dei suoi compagni hanno in programma diversi concorsi a cui partecipare il prossimo settembre dopo un diploma che non è arrivato. A questo punto solo una sessione straordinaria potrà salvarli e restituirgli un futuro che gli è stato tolto dopo l’anno di studio più importante della loro vita.













