Manuela Murgia e Gisella Orrù, due casi irrisolti, due ragazze che aspettano ancora che la giustizia faccia completamente chiarezza sulla loro drammatica e inaccettabile morte: 16 anni entrambe, sono state uccise senza pietà, ma esattamente da chi e perché? Dopo la riapertura del caso di Murgia dopo decenni di attesa, potrebbe configurarsi questa ipotesi anche per Orrù che, nonostante alcune condanne, il quadro emerso del suo delitto non ha mai convinto amici e familiari. Troppi lati oscuri e nessuna confessione diretta: chi impugnò l’arma che trafisse il cuore della ragazza di Carbonia?
Sono trascorsi oltre 30 anni dalla morte delle due ragazze: Manuela era di Cagliari, uscì da casa il 4 febbraio del 1995 e venne ritrovata ai piedi del gran Canyon di Tuvixeddu priva di vita. Il caso inizialmente fu archiviato come suicidio ma grazie alla tenacia della famiglia è stato riaperto poiché è impossibile che si sia lanciata da decine di metri di altezza senza riportare traumi compatibili con una simile caduta. Nonostante la riapertura del caso, il colpevole, o i colpevoli, sono ancora ignoti ma la giovane, è certo, non si è tolta la vita. Qualcuno lo ha fatto, che vive ancora indisturbato con il cuore gonfio del peso di aver spezzato la vita a una 16enne amata e mai dimenticata dalla sua famiglia che lotta per sapere la verità.
Non viene nemmeno esclusa la violenza prima di morire, un abuso contro la sua volontà, come avvenne a Gisella Orrù, di Carbonia, ritrovata in fondo a un pozzo, con il cuore lacerato, il 7 luglio del 1989.
Gisella sparì dopo una serata trascorsa con amici, l’unica certezza è che venne violentata, uccisa con un colpo al cuore e gettata in un pozzo di campagna.
Le indagini si concentrarono su un gruppo di uomini dopo la confessione di Pirosu che accusò altre tre persone del delitto. Fu condannato Licurgo Floris che si dichiarò sempre innocente sino alla fine dei suoi giorni.
Tra telefonate e lettere anonime in tanti hanno sempre pensato che la verità sia ancora in fondo a quel pozzo distante pochi chilometri da San Giovanni Suegiu. La vicenda è tornata alla ribalta grazie alla pagina “Tom Sèlleck” che ha nuovamente acceso il dibattito e l’interesse collettivo affinché tutta la verità possa emergere una volta per tutte: “Cerco semplicemente di aiutare, chiunque abbia notizie, elementi importanti, può contattarmi qui, anche in forma anonima” si legge in uno dei tanti post dedicati a Gisella.












