Il paese prosegue la lotta contro i maxi progetti, “nessuno può davvero garantire che questo scudo sia sufficiente. Ma di sicuro il nuovo Piano urbanistico costringerà chi vuole metterci i piedi in testa ad andare in tribunale. Ed è un altro ostacolo posto sulla strada di questa gente. Saranno poi i giudici a dirci se la tutela urbanistica è efficace”.
Venerdì sera, in consiglio comunale, è stata adottata una variante al Piano urbanistico blindando le zone agricole del territorio di Villanovaforru. “Abbiamo introdotto il divieto per i grandi impianti speculativi di produzione di energia elettrica da fonte rinnovabile. Un passo avanti molto importante.
Volevamo farlo da parecchi anni, perché qui ci scontriamo con la speculazione fin dal 2013. Ma quando sono diventato sindaco, nel 2016, il PUC era in provincia e lì è rimasto per lunghissimo tempo” spiega il sindaco Maurizio Onnis. “Una specie di tragedia burocratica, che ben conosce chi ha provato o prova a portare il Piano urbanistico in consiglio comunale per modificarlo e adeguarlo. Finalmente, qualche giorno fa ci siamo riusciti.
Il PUC verrà pubblicato in Albo pretorio e poi sul BURAS. Chi vuole può andare a consultare il fascicolo delle norme tecniche di attuazione, alle pagine riguardanti la Zona E: il divieto è articolato in modo da arginare ogni minaccia, con l’appoggio di tutte le norme necessarie e disponibili, compresa la Nature Restoration Law dell’Unione Europea, cui anche l’ordinamento italiano si è adeguato un paio di mesi fa.
Restano due fatti. Il primo è che siamo soli. Detto meglio: la politica istituzionale ci ha lasciati soli. A distanza di anni dall’avvio dell’aggressione, ci scopriamo ancora qui ad arrabattarci senza poter contare su una difesa realmente efficace da parte della RAS. In secondo luogo, bisogna cominciare a chiederselo: cosa faremo, se e quando le multinazionali supereranno ogni barriera? Cosa faremo, se e quando avremo inutilmente esperito ogni forma legittima di difesa del territorio attraverso le leggi?”.













