«L’accordo sulle attività trapiantologiche dimostra che il sindacato è credibile quando porta risultati concreti ai lavoratori. Per questo diciamo con chiarezza: basta guerre sulle indennità. Chi alimenta lo scontro tra professionisti non difende nessuno, indebolisce tutti.»
Con queste parole il coordinatore pro tempore della RSU dell’ARNAS “G. Brotzu”, Gianfranco Angioni, commenta la sottoscrizione dell’accordo sulle risorse economiche destinate al personale impegnato nei percorsi trapiantologici, approvato dalla Delegazione Trattante nella seduta del 28 luglio 2026.
L’intesa rappresenta un importante riconoscimento economico e professionale per infermieri, operatori socio-sanitari e tecnici impegnati in uno dei settori più delicati della sanità e costituisce il primo significativo risultato della nuova fase di contrattazione della RSU.
«L’accordo è stato reso possibile dalla maggioranza della RSU, espressione degli eletti di CGIL, CISL, UIL, FIALS e USB, che ha scelto la strada della responsabilità e della contrattazione. Mentre altri alimentavano polemiche, noi abbiamo scelto di portare a casa un risultato concreto per i lavoratori. È questa la differenza tra chi fa sindacato per costruire e chi preferisce alimentare divisioni.»
Per la RSU, questo accordo dimostra che il confronto sindacale produce risultati quando prevalgono responsabilità, coerenza e capacità di mediazione. Un metodo che continuerà a caratterizzare l’azione della rappresentanza sindacale anche nelle prossime trattative.
Concluso il percorso sulle attività trapiantologiche, la RSU apre ora una nuova fase di confronto che riguarderà i Differenziali Economici di Professionalità (DEP), gli altri istituti contrattuali ancora da definire e le criticità organizzative e assistenziali dei presidi San Michele, Businco e Cao.
La RSU interviene anche sul clima di tensione sviluppatosi negli ultimi mesi attorno alle indennità del Pronto Soccorso.
«Le questioni contrattuali devono essere affrontate nelle sedi istituzionali e non trasformate in una contrapposizione tra lavoratori. Infermieri, tecnici sanitari, operatori socio-sanitari e tutte le altre professioni dell’ARNAS Brotzu lavorano ogni giorno fianco a fianco. Alimentare conflitti tra categorie significa indebolire il personale e non risolvere i problemi.»
La Rappresentanza Sindacale Unitaria ricorda di non aver sottoscritto l’accordo del 3 giugno 2026 relativo alle indennità del Pronto Soccorso, avendo sempre sostenuto la necessità di una soluzione equilibrata, rispettosa delle norme contrattuali e di tutte le professionalità coinvolte.
La RSU evidenzia inoltre che, dopo la sottoscrizione di quell’accordo, alcune organizzazioni sindacali hanno trasmesso alla Regione richieste di chiarimento che hanno rimesso in discussione parte dei contenuti dell’intesa.
«Ogni organizzazione sindacale è libera di assumere le proprie posizioni, ma la coerenza resta un valore imprescindibile. Non si può prima sottoscrivere un accordo e poi contestarne gli effetti. Così si alimentano soltanto incertezza, tensioni e divisioni tra lavoratori.»
La RSU richiama infine anche l’Amministrazione ad assumere pienamente il proprio ruolo di garanzia, riportando ogni confronto nelle sedi competenti e favorendo soluzioni condivise nel rispetto delle norme contrattuali.
«Il nostro impegno continua. Lavoreremo per accelerare le procedure dei DEP, dare piena attuazione agli istituti contrattuali ancora aperti e affrontare le criticità organizzative dei tre presìdi ospedalieri. Continueremo a difendere tutte le professionalità senza creare lavoratori di serie A e di serie B. I diritti si conquistano con la contrattazione e con il confronto. Nelle guerre tra categorie, invece, non vince nessuno: a perdere sono sempre tutti.» conclude Gianfranco Angioni.












