Malattie e visite fiscali: cambia tutto

Non basta essere solo a casa. Ecco la novità


Per le ultime notizie entra nel nostro canale Whatsapp

Il lavoratore in malattia ha l’obbligo di essere reperibile durante gli orari stabiliti dalla legge, al fine di consentire la visita fiscale del medico dell’Inps. Nel caso in cui un lavoratore abbia la necessità di allontanarsi da casa per motivi urgenti. In queste caso il lavoratore deve dare comunicazione al proprio datore di lavoro e all’Inps che è tenuto al controllo. Solo in caso di gravi circostanze l’assenza può essere comunicata a posteriori. La recente sentenza della Cassazione n. 3294 del 19 febbraio 2016, ha fissato alcuni parametri per non generare disordini in materia di reperibilità. Anzitutto, al lavoratore è consentito di assentarsi da casa durante gli orari in cui dovrebbe invece essere reperibile, ma solo a per motivi urgenti e indifferibili, il cosiddetto “giustificato motivo”. Anche quando sussistono dei motivi urgenti e indifferibili, l’assenza dalla abitazione durante gli orari di reperibilità va prima comunicata al datore di lavoro e all’Inps, Questa preventiva comunicazione può essere evitata solo se ricorrano gravi e indifferibili ragioni. Il lavoratore deve quindi dimostrare l’impossibilità di avvisare il datore di lavoro e l’Inps della repentina uscita di casa.

“Il lavoratore – spiega la Cassazione – si considera assente non solo quando non è presente presso l’abitazione, ma anche quando, in qualsiasi modo, impedisca la visita di controllo. Nel caso in cui il nome del malato non sia presente sul citofono; se il citofono è rotto e nessuno risponde; nel caso in cui venga addotta una patologia auditiva che impedisce di sentire il campanello, ecc. In tutti questi casi, il lavoratore si considera comunque assente ingiustificato. Insomma, l’assenza può coincidere con qualsiasi condotta che impedisca l’esecuzione del controllo sanitario, per incuria, negligenza o qualsiasi altro motivo non apprezzabile sul piano giuridico e sociale. L’ingiustificata assenza del lavoratore alla visita di controllo comporta la decadenza dal diritto al trattamento economico per malattia. Nel caso di assenza alla prima visita si incorre nella perdita totale di qualsiasi trattamento economico, alla seconda visita di controllo (che può essere sia la visita medica domiciliare, che la visita medica ambulatoriale) oltre alla precedente sanzione, comporta la  riduzione del 50% del trattamento economico per il residuo periodo. Alla terza visita a cui si risulta non presenti l’erogazione dell’indennità economica previdenziale a carico Inps viene interrotta da quel momento e fino al termine del periodo di malattia: il caso si configura come mancato riconoscimento della malattia ai fini della corresponsione della relativa indennità.

(Fonte: OggiScuola.it)


In questo articolo: