Malamovida a Cagliari, i residenti della Marina furiosi: “Gli assembramenti favoriscono il Covid”

Caos e rumore sino a tarda notte, “anche nei sagrati delle chiese”. Ennesima lettera di protesta spedita al sindaco Truzzu: “Assembramenti nel centro storico, Truzzu ha ampliato le concessioni di suolo pubblico: corriamo dei rischi, la variante Delta è minacciosa”.

Assembramenti, caos e rumore. Eccolo, il tris di “lamentele” che, ancora una volta, arriva dal comitato di residenti di “Rumore no grazie” direttamente via email al sindaco di Cagliari, Paolo Truzzu. Nel pieno dell’estate 2021 il presidente Enrico Marras segnala tutta una serie di problemi che, a sua detta, potrebbero favorire anche nuovi contagi. Nel mirino finiscono le concessioni esterne per i tavolini e le sedie dei locali, ma anche il mancato rispetto della distanza tra gli stessi tavoli. Ecco, di seguito, la lettera spedita all’amministrazione comunale.

“Gli assembramenti nel centro storico favoriscono la diffusione del Covid: le scelte sciagurate del Comune di Cagliari e i rischi per i residenti. Anche i sagrati delle chiese piegati a interessi mercantili. “Cristo se torni in terra armato vieni” Il Covid nella versione variante Delta si fa minaccioso in Sardegna ma non è del tutto casuale, a favorire la voracità del virus concorrono, e di tanto, anche le decisioni non proprio responsabili di tanti amministratori. A Cagliari, e non è certo un mistero, quando il Covid attenua la sua pericolosità grazie ai sacrifici delle persone, si assumono scelte incomprensibili e assurde quali quelle di favorire insostenibili assembramenti umani nei quartieri del centro storico. Grazie anche agli ampliamenti delle concessioni di suolo pubblico per mescita e ristorazione, esponendo i presenti e ancor più i residenti a contatti umani ravvicinati, veicolo primario della diffusione del Covid. Alla sciagurata politica di Truzzu, per cui ogni palmo di suolo pubblico va coperto di tavoli e sedie e di insopportabili rumori notturni, non sfuggono oramai neppure i sagrati delle chiese. Colpisce il silenzio della Chiesa sulla mercificazione dei luoghi simbolo del culto cristiano, perché tali sono i sagrati, sacrificati non già per i giochi dei bambini (“lasciate che i pargoli vengano a me”) ma per il consumo di alcol che l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha da anni messo nella prima fascia dei cibi cancerogeni. Forse aveva ragione Tomaso Campanella, il religioso che rivolgendosi a “Cristo nostro Signore” esclamò: “Se torni in terra, armato vieni, Signore; perché altre croci apparecchiati i nemici, non turchi, non giudei: quelli del tuo regno”. Nonostante le devastazioni del Covid degli ultimi due anni e l’obbligo del distanziamento sociale, il sindaco Truzzu non ha prestato alcun ascolto alla richiesta del comitato di una rapida revisione del Regolamento sulla concessione del suolo pubblico che concede l’installazione di tavoli e sedie ad appena 75 centimetri dagli ingressi delle case”.

“Nei fatti i residenti devono chiedere il permesso per uscire di casa a persone assai spesso non proprio lucide, esponendosi a un ulteriore pericolo oltre quello del Covid. Ma la richiesta di riportare la distanza a tre metri, come era prima che una impalpabile assessora ci mettesse le sue “’sapienti’ mani, è caduta nel nulla. Ribadiamo al Sindaco la legittima richiesta, che da oltre due anni ricusa, di confronto e dialogo che il comitato avanza nell’interesse della città. Al peggio pare che non ci sia limite: ogni consiliatura inesorabilmente assicura un passo verso il basso dove dominano la superficialità, l’incompetenza e la presunzione di essere migliori degli amministratori precedenti. Un evento che tarda ad arrivare. Se vogliamo salvare la città di Cagliari dalla mediocrità, dobbiamo ripartire dalla cultura perché è oltremodo allarmante che “la soglia minima delle competenze in italiano non venga raggiunta” da oltre il cinquanta per cento degli studenti che escono dalla scuola all’età di 18-19 anni, quindi alla maturità. Altro che birra e trippa, signor sindaco!”.


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