Il dolore di un padre che perde una figlia per mano di un uomo è impossibile anche solo da immaginare. Franco Isceri piange la sua amatissima Lorena, rapita è buttata da un cavalcavia lungo la A1 dall’ex Federico Vella, prima che lui stesso si togliesse la vita.
Nonostante il momento e la disperazione per la perdita di Lorena, Isceri ha trovato la forza di fare un appello alle istituzioni, in particolare al Presidente della Repubblica e alla premier Giorgia Meloni.
“Sono un padre distrutto – spiega – Mia figlia è una brava ragazza, straordinaria, educata, studiosa e dedita allo studio e al lavoro. Aveva tanti sogni e progetti ma ora non li ha più. E con lei in fondo a quel cavalcavia è sepolta anche la voglia di vivere di una famiglia distrutta. Chiedo a tutta la politica di essere unita”.
“Lavorate nelle scuole – prosegue –, potenziati i centri antiviolenza e gli strumenti normativi per prendere provvedimenti affinché non succeda più. Ve lo chiedo con tutto il cuore. Un abbraccio a tutti”.
Meloni ha risposto attraverso un lungo messaggio social: “Ho ascoltato l’appello di Franco Isceri, il papà di Lorena, la donna di 45 anni uccisa dall’ex compagno dopo essere stata rapita e portata sull’A1, dove è stata gettata da un viadotto.
Parole segnate da un dolore che è difficile anche solo immaginare. Un padre che chiede alle Istituzioni di non dividersi, di lavorare insieme e di fare tutto ciò che è possibile perché tragedie come quella che ha colpito sua figlia non accadano più.
In questa legislatura – anche grazie al contributo e al lavoro di tutte le forze politiche presenti in Parlamento – abbiamo raddoppiato le risorse per i centri anti-violenza e le case rifugio, scongiurando anche la possibilità che tante di queste strutture potessero chiudere. Abbiamo reso strutturale e potenziato il reddito di libertà, rafforzato uno strumento fondamentale come il ‘Codice rosso’, introdotto tra i primi in Europa il femminicidio come reato autonomo.
Ma davanti a tragedie come quella di Lorena nessuno può pensare che quanto fatto sia sufficiente. Perché ogni donna che viene uccisa da chi aveva promesso di amarla, difenderla, proteggerla è una sconfitta per tutti. E tutti noi, insieme, dobbiamo saper reagire.
Dobbiamo continuare a cercare soluzioni, a migliorare ciò che già esiste, a fare tutto ciò che è possibile per intervenire prima che sia troppo tardi.
Continueremo a fare la nostra parte, fino in fondo. Nel nome di Lorena e di tutte le vittime. Nel nome delle loro famiglie. Nel nome di una società che protegge le donne e la loro libertà.”












