La Corte di Cassazione ha confermato la condanna a 24 anni per Alessia Pifferi, rea di aver lasciato da sola a casa sua figlia Diana, 18 mesi, morta di stenti e disidratazione il 20 luglio 2022 nella sua casa di Ponte Lambro, in provincia di Milano.
Pifferi, 40 anni, era stata condannata in primo grado all’ergastolo per omicidio volontario aggravato. La pena è diventata di 24 anni in secondo grado perché la Corte d’Appello aveva escluso l’aggravante dei futili motivi e riconosciuto le attenuanti generiche.
Lo scorso febbraio era stato quindi presentato ricorso in Cassazione da parte dell’ avvocata generale della Procura Generale di Milano Lucilla Tontodonati, ritenendo la concessione della attenuanti generiche una scelta “lacunosa, illogica e contraddittoria”.
Ciò che è accaduto alla piccola era stato ritenuto dall’accusa di “straordinaria gravità”.
Secondo la difesa, invece, la pena non considerava le condizioni psichiche e familiari della Pifferi.
“Non è l’esito che ci aspettavamo perché pensavamo che si potesse quantomeno annullare la sentenza di secondo grado sull’aspetto delle attenuanti generiche. Accettiamo comunque questa decisione che mette la parola fine a questa triste vicenda’”, il commento del legale della famiglia della piccola Diana, Emanuele De Mitri.













