La brutta giornata dell’artista Claudia Aru:”Sono stata curata gratuitamente come tutti, difendiamo la sanità pubblica”
Una testimonianza pubblica a cuore aperto quella dell’artista Claudia Aru, che ha raccontato di aver vissuto momenti molto difficili a causa di alcuni problemi respiratori.
“Ieri ho passato una giornata difficile, problemi respiratori collegati ad una brutta tosse. Non mi succedeva da quando ero bambina”, racconta Claudia.
“Tutto è iniziato in Polonia e, grazie ad un intervento di primo soccorso in aeroporto, ho ripreso a respirare decentemente, ho trovato due angeli che mi hanno letteralmente ridato l’ossigeno. Non li dimenticherò mai.Poi l’asma è tornato, ma ero a casa”.
Ed è qui che l’artista vuole fare delle precisazioni importanti: “Mi sono rivolta al pronto soccorso di Is Mirrionis che mi ha accolta e accudita.
Ho aspettato ore e ore, questo è vero, ma mi ha permesso di ascoltare, conoscere e vedere le realtà più diverse che popolano il pronto soccorso.
Tutti stavamo male, tutti aspettavamo. Ciascuno col suo disagio, abbiamo avuto anche la forza di scambiare un sorriso e due parole.
E piano piano col passare delle ore, la sala cambiava forma.
In tarda sera arrivano gli “habituè”, un gruppo di anziani che si salutano con :” che codice ha lei oggi? “, “eh dai, ci passiamo il tempo “.
E poi i disperati, quelli che al pronto soccorso vanno a dormire.
Perché in Italia chiunque si presenti al pronto soccorso, lamenti un problema e si registri, deve essere accolto.
Anche se lo fa ogni santo giorno.
Ho parlato a lungo con una guardia giurata che mi ha raccontato quanta desolazione e solitudine è costretto a vedere, ogni giorno, e lui tenta di non essere troppo brutale e si limita a far sì che siano almeno composti.
Lo sguardo su quelle persone accasciate sulle sedie, affrontando una scomodità inaudita ma che stanno lì riuscendo pure a dormire perché non hanno alternative, mi rimarrà impressa”.
Poi si rivolge direttamente a chi si è preso cura di lei: “A tutto il personale va il mio più sincero ringraziamento, per lavorare in situazioni difficili, per garantire l’assistenza a tutti, indistintamente, per far fronte a situazioni sempre più complesse, a ristrettezze, a fatica, a turni massacranti.Grazie.
Sono stata curata gratuitamente come tutti gli altri. Difendiamo la sanità pubblica, è una delle cose più importanti che abbiamo.Stanno cercando di distruggerla, di smembrarla, di cancellarla.Non permettiamolo”.










