La beffa dell’affitto nel Corso: “Il Comune tutela i furbetti”

Un veronese racconta la sua odissea a Cagliari: “Beffato dai Servizi Sociali del Comune, affitti mai pagati e bollette intestate ad altri”

La beffa di un affitto a Cagliari, una storia di canoni non pagati e di Servizi Sociali che scricchiolano. Almeno secondo il proprietario veronese che racconta a Casteddu Online la sua avventura: “Mi chiamo Biagio Ciravolo, risiedo a Verona ma ho un legame con la vostra splendida isola, in quanto mio nonno ha vissuto a Cagliari per circa mezzo secolo. Alla sua scomparsa sono entrato in possesso di un vecchio appartamento sul Corso Vittorio Emanuele che ho voluto ristrutturare e tenere per non abbandonare le radici familiari sull’isola. Ho sempre ritenuto che rispettare la legalità sia una delle prime cose da insegnare ai miei figli e per tale motivo ho sempre cercato di fare tutto rispettando norme e leggi, anche se a volte la loro complessità ci fa commettere degli errori che puntualmente ci vengono sanzionati. Per qualche anno ho regolarmente affittato tale appartamento a studenti della zona di Oristano che per studio si trasferivano nel capoluogo sardo, il tutto sempre rispettando le norme che regolamentano le locazioni e pagando le relative tasse, sia statali che locali.

 Nel 2012, consigliato da un’agenzia immobiliare locale (Tecnocasa), ho locato l’appartamento ad una signora che sembrava abbisognasse dell’immobile per un periodo transitorio di un anno, per una questione sua familiare. Naturalmente, non essendo in loco, ho dato ampia delega all’agenzia che aveva l’incarico di verificare l’attendibilità della nuova inquilina e l’avvio del contratto di locazione. Al primo pagamento ricevuto, mi resi conto che i bonifici non venivano fatti dall’inquilina, ma da un’associazione locale che si occupava di persone in difficoltà. Dopo aver chiamato l’agente della locale agenzia immobiliare, e vi assicuro non è stato semplice, sono riuscito a conoscere la verità.

La mia inquilina era stata sfrattata dal precedente alloggio e viveva a carico del comune in un albergo assieme al figlio minore e al compagno, tale sistemazione provvisoria era totalmente a carico del bilancio dei servizi sociali del comune di Cagliari, ma poi, sarà per la spendig review o per questioni di bilancio o per questioni meramente politiche, il comune ha deciso di stanziare dei fondi, e non pochi, per sostenere la famiglia della mia inquilina affidando un budget ad una associazione (La Vega) che ebbe l’incarico di seguire la famiglia, sia sulla questione casa, sia su altre questioni un po’ più particolari. Da qui parte il contratto di locazione con il sottoscritto. Dopo un primo periodo di preoccupazione, mi sono deciso di parlare con l’associazione e con la mia inquilina, scoprendo una situazione di disagio sociale particolare. La cosa non mi ha spaventato più di tanto , in fondo lavoro pure io nel settore dell’associazionismo e conosco come a volte i comuni risolvino, per così dire, i problemi degli alloggi sociali.  

Tutto è andato abbastanza bene per quasi un anno, poi i pagamenti iniziavano a ritardare, le utenze (Abbanoa e Isgas) non venivano più rimborsate e quindi nel dicembre 2013 arrivarono i veri problemi. L’associazione incaricata non ricevette più i fondi da parte del comune e quindi non effettuò più i bonifici al sottoscritto. La stessa mi consigliò di contattare i servizi sociali, cosa che feci, ricevendo le solite giustificazioni relative alla scarsità dei fondi, al fatto che l’assessore era cambiato, e che avrei dovuto pazientare, ma che la cosa si sarebbe risolta. Iniziai settimanalmente a parlare con la mia inquilina, la quale mi dava poche speranze sullo sblocco dei fondi,e fu lei stessa a consigliarmi di darle lo sfratto così almeno sarebbe entrata in graduatoria per un alloggio popolare, in quanto il comune l’aveva abbandonata.

Perplesso, ma spinto dall’insistenza dell’inquilina, trovai un legale a cui ho affidato la pratica di sfratto. Da questo momento in poi fu un’odissea, sembrava di essere in un film, l’inquilina cambiò radicalmente il suo atteggiamento nei miei confronti, iniziò a disturbare i vicini che a loro volta chiamavano per segnalarmi l’impossibilità del quieto vivere, ma non solo, il comune, interpellato più volte, anche dal vicinato, si defilò completamente facendo cadere su di noi tutte le problematiche legate al caso, compreso la chiamata settimanale delle forze dell’ordine, cosa indispensabile per quietare gli animi tra vicini. Molte cose poco piacevoli sono successe negli ultimi mesi di locazione e finalmente il tutto si è concluso con uno sfratto esecutivo a febbraio 2015. In pratica 16 mesi di affitto non pagato, mobilio ed elettrodomestici spariti, utilizzo abusivo dell’acqua condominiale , contratti di fornitura di energia elettrica falsamente intestati ad ignari cittadini, costi legali totalmente a carico del sottoscritto. Fin qui sembra una classica, o quasi, storia di un proprietario che affronta le problematiche di un inquilino moroso.

La cosa che volevo far notare è però l’assurdo comportamento dei servizi sociali del Comune di Cagliari. Trovo irresponsabile e poco lungimirante che si illuda una famiglia, soprattutto con disagio, stanziando finanziamenti “provvisori”, imponendo loro la ricerca di un alloggio nel privato e la stipula di un contratto di locazione, ben sapendo che tale famiglia, nel momento in cui l’aiuto economico viene a mancare, non riuscirebbe ad ottemperare, a volte anche volontariamente, agli impegni economici del contratto. Trovo anche assurdo che progetti sociali errati si ripercuotano negativamente su degli ignari cittadini, causando loro disagio e danni economici. Trovo assurdo tutelare dei soggetti che risultano avere, o meglio dichiarare, un reddito nullo, quando invece percepiscono indennità, esenti da tasse, piuttosto importanti e ben superiori ad uno stipendio impiegatizio.

Trovo assurdo tutelare soggetti capaci di intestare le proprie utenze elettriche ad altri cittadini ignari, io questi li considero degli imbroglioni e dei truffatori. Trovo assurdo tutelare i furbi e quelli del “tutto dovuto” senza nessun dovere. Credevo che certe cose accadessero solo in “Continente” ma purtroppo questa strana epidemia italiana è riuscita ad oltrepassare il Tirreno arrivando pure nell’isola del mio caro nonno… Sono consapevole che nessuno, tanto meno il comune di Cagliari, mi risarcirà dei danni economici subiti in questi due anni e mezzo, vorrei però che quanto accaduto non capitasse ad altri e soprattutto a chi realmente si trova in difficoltà, riferendomi sia alle “vere” famiglie disagiate ma anche a quei piccoli proprietari, che dal reddito da locazione ricavano quel plus per sopravvivere dignitosamente. Cari amministratori, valutate quindi bene le vostre decisioni e assicuratevi che gli aiuti da voi assegnati vadano a chi ne ha realmente bisogno e non agli imbroglioni furbi e truffatori di cui purtroppo l’Italia è piena”.

 


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