Serdiana, inquinamento ambientale, condannato l’amministratore unico di Ecoserdiana Biagio Caschili. 1 anno e 6 mesi più 18 mila euro di multa con pena sospesa, una provvisionale di 5 mila euro a favore di ciascuna parte civile e risarcimento integrale da giudicarsi in separato giudizio civile. Rilevati metalli pesanti Manganese, Nichel, Arsenico, Ferro, Argento e Piombo e di idrocarburi quali Cloruro di vinile, Dicloro-propano, Benzene e Dicloro- etilene, che hanno provocato un inquinamento ambientale consistente in “una compromissione o un deterioramento significativi e misurabili: delle acque o di porzioni estese o significative del suolo e del sottosuolo, ovvero di un ecosistema, della biodiversità anche agraria, della flora o della fauna”, potenzialmente in grado di contaminare il sito e/o comportare rischi di aggravamento della situazione di contaminazione.
Questa mattina è stata emessa la sentenza dal Giudice tribunale monocratico Maria Alessandra Tedde: il procedimento era stato avviato dopo la denuncia di Angelo Cremone, Sardegna Pulita, che si è costituito Parte Civile. Sostenuto dall’avvocato Alessandra Nocco, Cremone è stato affiancato dal Comune di Donori con l’avvocato Matteo Pinna, che si è costituito parte civile.
L’imputato, difeso da Guido Manca Bitti, era stato accusato anche di aver svolto “attività di gestione rifiuti speciali pericolosi allo stato liquido, quali percolato di discarica, in assenza di autorizzazione, mediante il rilascio degli stessi all’interno delle falde acquifere sotterranee che scorrono a valle idrologica della discarica di rifiuti speciali non pericolosi della Società Ecoserdiana”.
Questa mattina è stata emessa la sentenza dal Giudice tribunale monocratico Maria Alessandra Tedde: il procedimento era stato avviato dopo la denuncia di Angelo Cremone, Sardegna Pulita, che si è costituito Parte Civile. Sostenuto dall’avvocato Alessandra Nocco, Cremone è stato affiancato dal Comune di Donori con l’avvocato Matteo Pinna, che si è costituito parte civile.
L’imputato, difeso da Guido Manca Bitti, era stato accusato anche di aver svolto “attività di gestione rifiuti speciali pericolosi allo stato liquido, quali percolato di discarica, in assenza di autorizzazione, mediante il rilascio degli stessi all’interno delle falde acquifere sotterranee che scorrono a valle idrologica della discarica di rifiuti speciali non pericolosi della Società Ecoserdiana”.
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