Chiuso da anni perché inagibile, pericolante, da allora è stato realizzato un passaggio di emergenza che anche di recente, a causa delle abbondanti piogge, è stato chiuso e sommerso dall’acqua.
Dopo le prime notizie rassicuranti per i lavori inerenti al ponte, la situazione si è bloccata, suscitando sconforto e rabbia tra amministratori e cittadini. L’amministrazione ha espresso “profonda indignazione e forte preoccupazione per l’ennesimo slittamento in merito alla risoluzione del contratto con l’azienda che attualmente è aggiudicataria dei lavori sul ponte di ferro. Lavori che di fatto non sono mai iniziati, e che, alla luce delle risposte date in questi ultimissimi giorni, tarderanno ancora ad iniziare.
Crediamo di aver dato a tutti i soggetti coinvolti, enti, impresa, progettisti e direzione lavori sufficiente tempo per prendere in mano la situazione e dare risposte, comprendiamo la complessità delle questioni tecnico-giuridiche legate ad un appalto come questo, così come comprendiamo che l’avvicendamento tra la Provincia del Sud Sardegna e la Città Metropolitana ha comportato un ulteriore aggravio di queste complessità; per questi motivi abbiamo concesso fiducia, e continueremo a farlo, confidando in una risoluzione contrattuale che ormai crediamo imprescindibile per un reale avvio dei lavori.
In questi anni di estremo disagio, crediamo di non aver mai fatto mancare la collaborazione, facendoci carico di trovare soluzioni e prendendo in mano grandi responsabilità. Soprattutto negli ultimi mesi, con il nuovo soggetto gestore, abbiamo mantenuto un dialogo costante e costruttivo, purtroppo queste ultime notizie non vanno nella direzione auspicata e richiesta dalla nostra comunità.
Il fatto che l’azienda aggiudicataria non sia in grado di portare a termine l’opera è sotto gli occhi di tutti, sin dal primo momento, è quindi necessario affidare i lavori ad altri, farlo in tempi estremamente rapidi e garantendo cronoprogrammi certi, che prevedano tempi di conclusione lavori inferiori a quelli inizialmente previsti, anche garantendo turnazioni notturne e procedure di eccezionalità che rispondano all’estrema emergenza che stiamo vivendo”.
Di fronte a questo scenario, l’Amministrazione Comunale di Villaputzu ha deciso di promuovere una manifestazione pubblica di protesta, che si terrà il 6 marzo prossimo, preceduta da un’assemblea aperta alla cittadinanza: “Chiediamo a tutto il Sarrabus di unirsi in una sola voce, pacifica ma compatta, chiediamo risposte tempi certe, chiediamo misure straordinarie per una emergenza che non può attendere oltre”.











