Trentacinque associazioni sarde del Terzo Settore, attive da anni nella tutela degli animali e nella prevenzione del randagismo, lanciano un appello alla Regione Sardegna in vista della Finanziaria regionale 2026. La richiesta è netta: rendere strutturale il finanziamento delle campagne di sterilizzazione per cani e gatti, sia di proprietà sia liberi, e avviare un confronto istituzionale stabile per definire una strategia regionale di prevenzione.
Le associazioni, diffuse capillarmente sul territorio, operano in sinergia con enti locali e servizi sanitari, grazie al lavoro costante di volontari formati e al supporto di professionisti con competenze tecniche specifiche. Un impegno che negli anni ha prodotto risultati concreti: la riduzione delle nascite indesiderate, il contenimento degli abbandoni e una minore pressione sui canili, con ricadute positive anche sulla gestione delle risorse pubbliche da parte dei Comuni.
A destare preoccupazione è ora il rischio di un arretramento. Secondo le associazioni, l’assenza di una programmazione finanziaria continuativa o il ricorso a fondi episodici rischia di vanificare i progressi raggiunti, compromettendo l’efficacia degli interventi nel medio e lungo periodo. La prevenzione, sottolineano, richiede continuità: solo azioni costanti e coordinate possono affrontare in modo strutturale un fenomeno complesso come il randagismo.
Il quadro normativo, ricordano i firmatari, è già chiaro. La Legge nazionale 281 del 1991 individua nella prevenzione il perno delle politiche pubbliche in materia e riconosce il ruolo centrale del volontariato. La Legge regionale sarda n. 21 del 1994 ribadisce la necessità di interventi programmati e integrati tra istituzioni e realtà sociali.
Alla Regione Sardegna le associazioni chiedono quindi non solo la stabilizzazione delle risorse economiche destinate alle sterilizzazioni, ma anche l’istituzione di un confronto istituzionale permanente, aperto e strutturato, che coinvolga enti locali, servizi veterinari e Terzo Settore. Un tavolo di lavoro capace di trasformare l’esperienza maturata sul campo in una strategia condivisa e duratura.
Le realtà firmatarie ribadiscono infine la piena disponibilità a collaborare con l’Amministrazione regionale, mettendo a disposizione competenze, professionalità ed esperienza maturate in anni di attività sul territorio, nella convinzione che solo un’azione comune possa garantire risultati efficaci e sostenibili nel tempo.











