Si è spento il 59enne di Giussano Domenico Zuccarella, affetto da sclerosi multipla progressiva. L’uomo è il primo caso primo caso di suicidio assistito gestito interamente dal servizio sanitario regionale lombardo.
Zuccarella aveva chiesto all’Asst Ovest Milanese se ci fossero le condizioni necessarie per accedere alla procedura ma, dopo mesi di attesa, ha scoperto che non gli era stata recapitata la risposta. Una sofferenza atroce per Zuccarella purtroppo consumato dalla malattia è sottoposto a pesanti terapie, quando ormai riusciva a muovere appena solo la mano sinistra.
L’’Associazione Luca Coscioni spiega: “Emerge che il 20 maggio la relazione è stata inviata al Comitato etico. Il 25 giugno, l’Asst ha comunicato di avere ricevuto dal Comitato etico un’ulteriore richiesta di approfondimento delle condizioni di Domenico. Per questo, il prossimo primo luglio alcuni componenti della Commissione medica torneranno nella struttura in cui vive Domenico per sottoporlo a una nuova visita”.
“Per evitare che la procedura sia condotta in tempi così lunghi, e anche per evitare che un futuro assessore alla Salute possa disfare tutto con un tratto di penna, è fondamentale che il Consiglio regionale approvi la legge di iniziativa popolare ‘Liberi subito'”, le parole di Filomena Gallo e Marco Cappato, segretaria nazionale e tesoriere dell’associazione Luca Coscioni.
“Regione Lombardia non aveva dato notizia di questo caso per una ragione molto semplice: rispettare la volontà espressamente manifestata dal paziente, prima della procedura, che la sua morte non venisse strumentalizzata e usata”, spiega l’Assessore Regionale al Welfare Guido Bertolaso. “Dal momento che altri hanno purtroppo deciso di rendere pubblica la vicenda, possiamo confermare che il percorso si è svolto nel pieno rispetto delle procedure previste dalle indicazioni regionali e in osservanza dei principi stabiliti dalle pronunce della Corte costituzionale. “Trasformare una vicenda così intima in uno strumento di battaglia mediatica significa non rispettare innanzitutto la persona, la sua volontà e la sua dignità. Su temi tanto delicati credo che le istituzioni abbiano un dovere preciso: applicare le regole, garantire i diritti e, soprattutto, rispettare le persone e le loro scelte, senza strumentalizzazioni”.













