“Anche per mio figlio di dieci anni è stato impossibile trovare un oculista pediatrico in ospedale e ho dovuto pagare una visita privata per farlo curare”. È la denuncia di una madre che, dopo aver letto la vicenda di un bambino di 9 anni rimasto senza assistenza oculistica al Pronto soccorso, racconta un’esperienza analoga vissuta qualche tempo fa.
Il figlio, all’epoca di 10 anni, aveva un corpo estraneo nell’occhio, non riusciva ad aprirlo ed era concreto il rischio di lesioni. La famiglia si è inizialmente rivolta all’ex Ospedale Civile di Cagliari, ricordando il Pronto soccorso oculistico al quale si era affidata in passato, quando il bambino aveva 5 anni. “Ci hanno detto che non accettavano minori”, racconta la donna.
La famiglia ha quindi raggiunto il Policlinico di Monserrato, ma anche in questo caso il bambino, essendo minorenne, è stato indirizzato al Brotzu. “Durante questi trasferimenti siamo stati costretti a cercare un oculista per una visita privata a pagamento perché il dolore diventava insopportabile e il rischio era alto”. Fortunatamente, trattandosi di un giorno feriale, la famiglia è riuscita a trovare uno specialista disponibile.
“L’oculista privato ha risolto il problema in dieci minuti, rimuovendo il corpo estraneo”, racconta la madre, che definisce “vergognoso” dover ricorrere a una prestazione a pagamento per un problema che, a suo giudizio, potrebbe essere gestito da un Pronto soccorso oculistico dedicato sia agli adulti sia ai minori.
“Potrebbe essere aperto all’ex Ospedale Civile, dove esistono le competenze adeguate”, sostiene la donna. E conclude con una domanda rivolta alla sanità pubblica: “Non si vuole garantire il servizio per agevolare la sanità privata?”.
Il figlio, all’epoca di 10 anni, aveva un corpo estraneo nell’occhio, non riusciva ad aprirlo ed era concreto il rischio di lesioni. La famiglia si è inizialmente rivolta all’ex Ospedale Civile di Cagliari, ricordando il Pronto soccorso oculistico al quale si era affidata in passato, quando il bambino aveva 5 anni. “Ci hanno detto che non accettavano minori”, racconta la donna.
La famiglia ha quindi raggiunto il Policlinico di Monserrato, ma anche in questo caso il bambino, essendo minorenne, è stato indirizzato al Brotzu. “Durante questi trasferimenti siamo stati costretti a cercare un oculista per una visita privata a pagamento perché il dolore diventava insopportabile e il rischio era alto”. Fortunatamente, trattandosi di un giorno feriale, la famiglia è riuscita a trovare uno specialista disponibile.
“L’oculista privato ha risolto il problema in dieci minuti, rimuovendo il corpo estraneo”, racconta la madre, che definisce “vergognoso” dover ricorrere a una prestazione a pagamento per un problema che, a suo giudizio, potrebbe essere gestito da un Pronto soccorso oculistico dedicato sia agli adulti sia ai minori.
“Potrebbe essere aperto all’ex Ospedale Civile, dove esistono le competenze adeguate”, sostiene la donna. E conclude con una domanda rivolta alla sanità pubblica: “Non si vuole garantire il servizio per agevolare la sanità privata?”.













