Di Battista non si candida e silura Grillo: “E’ padre padrone, sotto di lui non ci sto”

L’attivista ex 5 Stelle, eterno nemico di Di Maio, spiega sui social perché non si candiderà alle prossime politiche tornando nel Movimento. “Lui e Casaleggio mi hanno inculcato tanti valori e fatto molto per il Paese, ma non ci sono le condizioni”. E sul ministro: “Mi hanno impedito di fare il capo politico ma avevo preso tre volte i suoi voti”

Beppe Grillo? Un padre padrone. Figuriamoci se Alessandro Di Battista, ex attivista 5 Stelle ed ex parlamentare, abituato a parlare senza peli sulla lingua almeno da quando Grillo gli preferì Di Maio come capo politico (e davvero non si capisce il perché), potrebbe mai tornare laddove tutto è cominciato. Nonostante la pancia più pancia del Movimento gli abbia più volte chiesto di farlo. “Politicamente oggi non mi fido di Beppe Grillo. Io non dimentico quello che Grillo ha fatto per il Paese e anche per me, perché se sono la persona che sono con determinati valori è anche perché me li hanno insegnati Grillo e Gianroberto Casaleggio”. Il comico, ha aggiunto, “ci ha rimesso una valanga di soldi con M5s nonché tranquillità personale”, ma fa da “padre padrone e io sotto Grillo non ci sto”. Ma, secondo Di Battista, sono tanti i 5 Stelle che non lo vogliono. Poi, la bomba finale: “Anche precedentemente io ho avuto momenti difficili, quando mi hanno impedito di fare il capo politico del M5s evitando di votare, quando non hanno neppure voluto pubblicare i voti degli Stati Generali perché io avevo preso il triplo dei voti di Di Maio e non si doveva far sapere”.


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