Dall’ospedale Oncologico “Businco” di Cagliari al San Francesco di Nuoro, la sanità sarda torna al centro delle polemiche per le condizioni denunciate da pazienti, familiari e operatori sanitari. Da un lato il guasto all’impianto di climatizzazione dell’Oncologico, riparato dopo l’acquisto in corsa di 130 ventilatori e pellicole oscuranti per i vetri, dall’altro le criticità segnalate nel principale presidio ospedaliero nuorese: reparti surriscaldati, letti sistemati nei corridoi e una crescente carenza di personale medico.
Al San Francesco la denuncia arriva da Roberto Capelli, che descrive una situazione definita “non più sostenibile”. Secondo quanto riportato, in alcune aree dell’ospedale le elevate temperature avrebbero costretto i familiari dei degenti a portare ventilatori da casa per offrire un minimo di sollievo ai propri cari, mentre in alcuni reparti sarebbero stati collocati letti di degenza nei corridoi, a testimonianza della pressione cui è sottoposta la struttura, come si può vedere dalla foto.
Capelli punta inoltre l’attenzione sul progressivo impoverimento dell’organico medico, sostenendo che l’ospedale stia perdendo professionisti e che le recenti decisioni organizzative rischino di aggravare ulteriormente la situazione. “Quando un ospedale perde medici – afferma – perde capacità di cura, continuità assistenziale e sicurezza clinica”. Da qui l’appello affinché vengano ascoltati gli operatori sanitari impegnati quotidianamente nei reparti prima dell’adozione di nuove riorganizzazioni.
Tra le richieste avanzate vi è anche quella di verifiche da parte degli organi competenti, compresi i Carabinieri del NAS e lo Spresal, per accertare se le attuali condizioni siano compatibili con la tutela della salute dei pazienti e con la sicurezza degli operatori.
Sulla vicenda è intervenuta anche la presidente della Regione Sardegna e assessora della Sanità ad interim, Alessandra Todde. “Ogni paziente ha diritto a essere curato nelle migliori condizioni possibili. Nessuno merita di vedere aggravato il proprio disagio da un guasto tecnico, soprattutto in giornate segnate da temperature così elevate. Per questo intervenire nel più breve tempo possibile era un dovere”, ha dichiarato.
Resta però aperto il tema più ampio dello stato della sanità pubblica nell’Isola. Se a Cagliari il problema tecnico è stato risolto, a Nuoro le criticità denunciate riguardano aspetti strutturali e organizzativi che, secondo chi opera all’interno dell’ospedale, richiedono interventi ben più profondi. Tra caldo, carenza di personale e sovraffollamento dei reparti, il dibattito sulla tenuta del sistema sanitario regionale è destinato a proseguire.












